Il Tirreno

E ora i politici sfidano i tecnici

M.B., C.C.
Un momento della conferenza dei sindaci di ieri e, a destra un primo piano della De Lauretis
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Un momento della conferenza dei sindaci di ieri e, a destra un primo piano della De Lauretis

Cerutti e Gussoni: amarezza ma voglia di lottare

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 CARRARA. Il sindaco di Villafranca, Pietro Cerutti commenta amaramente: «Purtroppo siamo andati lì per sentirci raccontare che non c'erano possibilità diverse rispetto alla chiusura. È stata una mortificazione dal punto di vista politico. È stata una decisione tecnica su una presunta non sicurezza. Noi abbiamo provato a ribattere che si poteva ovviare e investire, e creare le condizioni per andare avanti; oltretutto per altri punti nascita sotto i 500 parti l'anno non sono state prese le stesse iniziative. Su questo non c'è stata data una spiegazione. La chiusura sarà un atto tecnico; abbiamo chiesto che anche Pontremoli potesse avere un presidio di maggior sicurezza con la rotazione dei medici. Adesso ci incontreremo come conferenza dei sindaci della Lunigiana, ma effettivamente sembra difficile rovesciare questo verdetto. Resta una grande amarezza, ci siamo trovati nell'impossibilità di replicare a una decisione presa, su valutazioni a cui si poteva porre rimedio con un investimento sul territorio. È evidente che ci sono difficoltà, ma si poteva anche investire. La sicurezza può essere un motivo, ma con la rotazione dei medici si poteva ovviare. Il sindaco di Carrara ha provato ad aiutarci chiedendo di rivedere in via preliminare il Piano attuativo locale». Ma ormai il verdetto era deciso.  Il sindaco di Pontremoli, Franco Gussoni dice che in settimana riunirà i capigruppo per una valutazinoe politica sul da farsi, e sulla riunione di ieri è amareggiato: «La maggioranza dei sindaci ha parlato, sostenendo che il punto nascita va tenuto aperto. Ma poi invece è stato detto che la decisione doveva essere tecnica e che non poteva essere politica: l'hanno detto sia il sindaco di Massa, Pucci, che la commissaria De Lauretis. Poi hanno fatto parlare il dottor Paolo Migliorini, primario di ostetricia e ginecologia, il quale ha relazionato rispetto a problematiche sulla sicurezza che secondo i medici di Massa esistevano e che avevano scritto e firmato in questi giorni. Personalmente - dice Gussoni - ho detto che il punto nascita era rimasto aperto per una decisione dell'assessore regionale e che la chiusura non ha senso, perché dal punto vista della sicurezza le cose possono essere risolte senza troppi problemi. Ho detto che avere in Lunigiana un punto nascita aperto è fondamentale per tutti i cittadini del nostro territorio, che si sono sempre espressi a favore della struttura. Il sindaco di Carrara ha anche sottolineato che la chiusura non è prevista nel Pal». Gussoni sa che il tempo stringe per iniziative di contrasto: «Anche se non è stata datata la chiusura, c'è quella indicata ad agosto dall'Asl: il 2 febbraio. Per ragioni tecniche. E allora noi vedremo, politicamente, cosa è possibile continuare a fare per salvarlo».  CHIRURGIA VASCOLARE A CARRARA: ALLARME DEI SINDACATI. Laura Lucchesi della Cisl sanità e Valerio Musetti della Fp Cgil sanità, dicono no al «possibile rischio di chiusura o ridimensionamento (cosa in parte già avvenuta con la riduzione di un medico a contratto a termine) della chirurgia vascolare a Carrara». Sottolineano che è un servizio di area vasta nord-ovest, quindi con pazienti provenienti dalle province di Lucca, Pisa e Livorno. «La nostra sanità provinciale può rischiare di perdere questo servizio di qualità e di eccellenza?».  «La chiusura o il ridimensionamento del servizio vascolare comporterebbe un ulteriore impoverimento dei servizi di assistenza alla popolazione di Massa-Carrara, e la perdita di una elevata professionalita». Cisl e Cgil esprimono preoccupazioni anche per le continue notizie di tagli, «senza una discussione della politica sanitaria provinciale con le organizzazini sindacali. Con il perdurare di questa situazione, attiveremo lo stato di agitazione del personale».

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