Proteste
Atn, ora a rischio i posti di lavoro
Chiara Sillicani
Mancano soldi: o si taglia o si riducono le indennità dei dipendenti
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MASSA. La coperta è corta e, comunque la si tiri, il rischio che qualcuno - per proseguire la metafora - rimanga con i piedi al freddo è inevitabile. Ma se allo scoperto finiscono i lavoratori, beh, allora la storia si complica. Atn di soldi ne ha pochi,- ormai è assodato - così pochi che il rischio di tagli al personale si fa sempre più concreto. Ieri le sigle sindacali e l'azienda si sono sedute intorno ad un tavolo per fare il punto. Anche se l'incontro è stato interlocutorio, è chiaro che in gioco ci siano proprio le sorti dei 220 dipendenti dell'azienda locale di trasporto. Perché oltre alla riduzione dei trasferimenti regionali (circa un milione in meno rispetto allo scorso anno), ci sono anche i costi lievitati. Primo fra tutti quello del carburante. Il piano dell'azienda di trasporto. Atn, da parte sua, ha presentato un piano per far fronte alla scarsità di risorse, piano su cui i sindacati sono pronti a dare battaglia. Sirio Bonini, presidente dell'azienda, non si sbilancia e, in piena contrattazione, preferisce non svelare le misure previste. Ma una cosa è chiara, le alternative prospettate ai lavoratori (di cui 170 autisti) sono due: o l'azienda taglia il personale o avvia un percorso che porterà alla riduzione, corposa, delle buste paga dei dipendenti. Addio alle indennità? Le istituzioni locali al tavolo con i sindacati hanno garantito che i posti di lavoro non saranno toccati, tanto più che la provincia, sul fronte occupazionale, è al collasso. Ma la coperta, appunto, è corta e le spese per il personale ammontano al 57% del totale. La soluzione? Toccare le indennità, frutto per altro di anni di contrattazione. Insomma, tutti rimarrebbero a lavoro, ma dovrebbero fare i conti - è proprio il caso di dirlo - con uno stipendio più magro. Nessuna conferma formale, ma voci di corridoio parlano di «riduzioni» o addirittura «congelamento» del premio di risultato, riconosciuto in base agli obiettivi raggiunti e fissati ogni anno. Sarebbe a rischio anche una particolare indennità di cui godono gli autisti alle prese con il traffico per molte ore. Chi ad esempio, lavora e, quini guida, per 5 ore il mattino, fa un paio d'ore di stop e rientra nel pomeriggio, si vede riconosciuta, appunto, una indennità che ora potrebbe saltare o essere ridotta. Gli autisti rischiano, in poche parole, di ritrovarsi a fine anno con 1000, 1500 euro in meno di guadagno. Non spiccioli, di questi tempi. L'alternativa. Andrea Figaia, segretario provinciale, della Cisl, qualche settimana fa ha parlato chiaro: nessun licenziamento. Era uscito alla scoperto di fronte all'ipotesi di trenta persone a casa. L'eventulità non è stata archiviata. L'Atn potrebbe pensare, prima fra tutti, all'ipotesi del pre pensionamento, da vagliare con i singoli lavoratori interessati. È chiaro, però, che a quel punto sorgerebbe un altro problema: come garantire gli stessi servizi con meno personale. «Altrochè assenteismo, qui manca gente». Perché la situazione è chiara, almeno agli occhi dei sindacati: «I tassi di assenteismo - ribadiscono il concetto più volte espresso - sono del 7-8%, ma i lavoratori sono una trentina in meno rispetto all'anno della gara per l'assegnazione dei servizi». Tanto che - parola dei sindacati, appunto - ci sono autisti che non riescono a smaltire ferie e fanno parecchi straordinari. Segnale, appunto, che il personale non è assolutamente in esubero. Insomma, nè Sirio Bonini, presidente dell'Atn, né Sara Vatteroni, assessore provinciale al trasporto, si sbilanciano sul contenuto del piano. Le conferme ufficiali, quindi non ci sono. Anche se gli incontri con i sindacati si fanno sempre più frequenti. Martedì l'azienda incontrerà di nuovo i lavoratori. Nel tentativo di trovare la quadra.
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