Finanza
Assolto l'anarchico Fallisi
Era sott'accusa per diffamazione dell'erede Savoia
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L'anarchico contro l'erede Savoia: battaglia dal giudice di pace fra il cantante anarchico, Giuseppe, Joe Fallisi, e il principe Vittorio Emanuele. Ieri, in aula ha vinto l'anarchia: Fallisi è stato assolto dall'accusa di diffamazione, «perchè il fatto non costituisce reato».
Il processo che vedeva come imputato Giuseppe Joe Fallisi (difeso dall'avvocato Gabriele Fuga di Milano) accusato di diffamazione nei confronti dell'erede di casa Savoia è terminato con un'assoluzione: «perchè il fatto non costituisce reato». Una sentenza «storica» che arriva proprio dalla terra dell'anarchia. E che assume una valenza nazionale: Fallisi al termine del processo ha dedicato la sua assoluzione anche agli operai Fiat della Fiom. «Viviamo in un regno di privilegiati - ha dichiarato commosso Fallisi - questo episodio inverte il corso calamitoso che vede sempre vincere i privilegiati. È una piccola vittoria ma mi auguro che gli operai della Fiom continuino a tenere la schiena dritta. E che possano vincere come noi oggi».
Il processo. Ieri mattina, dal giudice di pace sarebbe dovuto arrivare, ed essere ascoltato come teste, Vittorio Emanuele. Per lui era stato chiesto addirittura l'accompagnamento coatto da parte dei carabinieri.
Ma il principe non si è presentato. «Ci voleva una rogatoria internazionale per l'accompagnamento coatto»: ha precisato l'avvocato Alessandro Maneschi, presso cui è domiciliatario il legale di parte civile dell'erede Savoia, Francesco Murgi, presentando anche la richiesta di rinvio.
Il giudice Rino Tortorelli si è limitato ad una battuta: «Lo so anch'io che ci vuole una rogatoria, pensavo lo potyessere pescare in Italia, visto che ci viene spesso».
E quindi l'istruttoria è stata dichiarata conclusa. Il giudice ha rigettato anche la documentazione che aveva chiesto di acquisire l'avvocato della difesa: e cioè le intercettazioni ambientali della Procura di Potenza sulle dichiarazioni dello stesso Vittorio Emanuele. Quelle - ha dichiarato lo stesso legale della difesa- in cui il principe avrebbe detto: «Ho fregato la polizia francese».
Istruttoria conclusa quindi. E subito le richieste. Il pm Umberto Sorrentino, ha chiesto a carico di Joe Fallisi una multa di 1200 euro (la richiesta di risarcimento avanzata dal principe Vittorio Emanuele è di 25mila euro). Richiesta a cui si è associato il legale Alessandro Maneschi.
«È il principe che deve riasarcirci: vogliamo 2mila euro». L'avvocato della difesa, Gabriele Fuga, ha puntato sul fatto che non c'è «prova certa» che Fallisi abbia pronunciato le frasi finite sotto accusa. E, in seconda battuta, evidenziando che «non sono diffamatorie, perchè si parla di fatti notori». Per questi motivi ha chiesto l'assoluzione. E, provocatoriamente: «Un risarcimento di 2mila euro per 4 udienze inutili in cui abbiamo atteso invano Vittorio Emanuele che invece non si è presentato».
La sentenza. Dopo mezz'ora di camera di consiglio il giudice Tortorelli ha pronunciato la sentenza di assoluzione nei confronti di Fallisi. «Dedico questa piccola vittoria alla memoria di Alfonso Nicolazzi, tipografo del quotidiano "Umanità nuova". Fu lui a invitarmi a Carrara per quelle celebrazioni del 2003: a ora Carrara sono pronto a tornarci».
Il processo che vedeva come imputato Giuseppe Joe Fallisi (difeso dall'avvocato Gabriele Fuga di Milano) accusato di diffamazione nei confronti dell'erede di casa Savoia è terminato con un'assoluzione: «perchè il fatto non costituisce reato». Una sentenza «storica» che arriva proprio dalla terra dell'anarchia. E che assume una valenza nazionale: Fallisi al termine del processo ha dedicato la sua assoluzione anche agli operai Fiat della Fiom. «Viviamo in un regno di privilegiati - ha dichiarato commosso Fallisi - questo episodio inverte il corso calamitoso che vede sempre vincere i privilegiati. È una piccola vittoria ma mi auguro che gli operai della Fiom continuino a tenere la schiena dritta. E che possano vincere come noi oggi».
Il processo. Ieri mattina, dal giudice di pace sarebbe dovuto arrivare, ed essere ascoltato come teste, Vittorio Emanuele. Per lui era stato chiesto addirittura l'accompagnamento coatto da parte dei carabinieri.
Ma il principe non si è presentato. «Ci voleva una rogatoria internazionale per l'accompagnamento coatto»: ha precisato l'avvocato Alessandro Maneschi, presso cui è domiciliatario il legale di parte civile dell'erede Savoia, Francesco Murgi, presentando anche la richiesta di rinvio.
Il giudice Rino Tortorelli si è limitato ad una battuta: «Lo so anch'io che ci vuole una rogatoria, pensavo lo potyessere pescare in Italia, visto che ci viene spesso».
E quindi l'istruttoria è stata dichiarata conclusa. Il giudice ha rigettato anche la documentazione che aveva chiesto di acquisire l'avvocato della difesa: e cioè le intercettazioni ambientali della Procura di Potenza sulle dichiarazioni dello stesso Vittorio Emanuele. Quelle - ha dichiarato lo stesso legale della difesa- in cui il principe avrebbe detto: «Ho fregato la polizia francese».
Istruttoria conclusa quindi. E subito le richieste. Il pm Umberto Sorrentino, ha chiesto a carico di Joe Fallisi una multa di 1200 euro (la richiesta di risarcimento avanzata dal principe Vittorio Emanuele è di 25mila euro). Richiesta a cui si è associato il legale Alessandro Maneschi.
«È il principe che deve riasarcirci: vogliamo 2mila euro». L'avvocato della difesa, Gabriele Fuga, ha puntato sul fatto che non c'è «prova certa» che Fallisi abbia pronunciato le frasi finite sotto accusa. E, in seconda battuta, evidenziando che «non sono diffamatorie, perchè si parla di fatti notori». Per questi motivi ha chiesto l'assoluzione. E, provocatoriamente: «Un risarcimento di 2mila euro per 4 udienze inutili in cui abbiamo atteso invano Vittorio Emanuele che invece non si è presentato».
La sentenza. Dopo mezz'ora di camera di consiglio il giudice Tortorelli ha pronunciato la sentenza di assoluzione nei confronti di Fallisi. «Dedico questa piccola vittoria alla memoria di Alfonso Nicolazzi, tipografo del quotidiano "Umanità nuova". Fu lui a invitarmi a Carrara per quelle celebrazioni del 2003: a ora Carrara sono pronto a tornarci».
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