Il legale: «Qui si vuole processare la parte lesa...»
Vittorio Emanuele non ci sarà L'avvocato: serviva una rogatoria
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Vittorio Emanuele di Savoia 2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Anche oggi, Vittorio Emanuele di Savoia non ci sarà: doveva essere sentito come testimone nel procedimento da lui stesso intentato per diffamazione, ma ha impegni di lavoro. Non solo: il giudice di pace Rino Tortorelli ne ha disposto l'accompagnamento coatto, ma - osserva l'avvocato di parte civile Francesco Murgi di Treviso - da un lato la presenza della parte lesa è «assolutamente superflua», dall'altra, la formula dell'accompagnamento coatto «è un errore tecnico». «Stiamo parlando di una diffamazione - ribadisce l'avvocato Murgia - in cui il mio assistito è la parte lesa e non era presente ai fatti: che cosa si vuol sentire dire, che ha letto i giornali e che si è sentito diffamato? C'è già scritto nella querela... Sono stupefatto. E sul piano tecnico: essendo residente all'estero, doveva essere citato con rogatoria. Guardi - aggiunge - sostanzialmente mi è chiaro il motivo di questa decisione, ma lo commenterò nelle sedi opportune e ho già elevato la mia protesta. Ho l'impressione netta che qui, di fatto, si processi la persona offesa...». Tutto nasce il 23 luglio del 2003, quando il tenore milanese e anarchico Joe Fallisi partecipò alla manifestazione davanti al monumento a Gaetano Bresci. All'ultima udienza, il p.m. ha rinunciato a sentire Vittorio Emanuele, ma il legale di Fallisi, avvocato Gabriele Fuga di Milano ha insistito. Oggi però Vittorio Emanuele non ci sarà, e giovedì prossimo, 13 gennaio, scatterà la prescrizione.
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