Gioco
Caos sanità. Già presentate le domande per quei posti, ma con il commissariamento si è bloccato tutto
Asl, due reparti senza il primario
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Maria Teresa De Lauretis Non sono stati ancora nominati i direttori di chirurgia e psichiatria
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MASSA. È - o almeno potrebbe essere - il giorno della verità. Oggi, sulla complicata vicenda Asl, potrebbero arrivare le prime risposte dalla conferenza dei sindaci. Risposte ad alcuni grossi punti interrogativi. Primo fra tutti quello degli errori - se di questo si tratta - che hanno determinato un disavanzo di 45 milioni l'anno. Negli ultimi sei anni. Ma i sindaci e Daniela Scaramuccia, assessore regionale alla sanità, dovranno fare chiarezza su parecchi temi. E tra questi anche quello dell'organizzazione. Non soltanto aspetti tecnici e gestionali, ma anche definizione delle competenze per chi in corsia lavora ogni giorno. Reparti senza primario. Non c'è quindi solo il rischio tagli, al personale e ai servizi. Perché ci sono anche reparti (e quindi personale) che, oltre ai problemi con cui tutti, all'Asl, devono confrontarsi, non possono neppure contare sul primario, referente fondamentale nella gestione del lavoro. A Massa, dal pensionamento del dottor Giorgio Uggeri, infatti, la chirurgia non ha un primario. Ad occuparsi di coordinare il lavoro è Mirko Lombardi, alla guida del reparto carrarese. Ma il problema non è soltanto dei chirurghi: aspetta la nomina di un primario anche la psichiatria. Le funzioni sono state affidate, nell'attesa, al dottor Dalle Luche. I primari non ci sono, la procedura per la loro selezione ha subito uno stop. È arrivato il commissariamento: disbrigo delle pratiche, conti sotto la lente di ingradimento, ma nessuna nomina (atto, del resto, di responsabilità). È lo stesso Giuliano Biselli, direttore sanitario dei presidi ospedalieri, a spiegare che «le domande sono state presentate». Ma nessuno è stato scelto. Anche se, comprensibilemente, si è aperto il toto nomina. Per qualcuno alla guida della chirurgia potrebbe arrivare il dottor La Macchia, con anni di esperienza a Pisa e già in corsia nel reparto di chirurgia cittadino. Ma tra gli altri anche il nome di Lombardi e Troiani, primario di chirurgia vascolare a Carrara. Senza dimenticare che qualcuno teme che quella nomina possa saltare, a seguito di un accorpamento. A Carrara, sullo stesso piano, sono ospitati i reparti i chirurgia e terapia intensiva dove erano in corso alcuni lavori. Lavori ora fermi,così qualcuno mormora che dove era la intensiva potrebbe finire la chirurgia massese. Eccellenza e rapporti con l'Estav. Non mancano i timori su chirurgia vascolare. Il reparto è stato riconosciuto un centro di eccellenza, tale da divenire riferimento di area vasta. Insomma, in caso di urgenza le operazioni e le valutazioni venivano fatte a Carrara, per due settimane al mese (periodo di reperibilità). Un riconoscimento importante. Adesso è tutto in fase di ridefinizione. Ma Giuliano Biselli è ottimista: «Fino a dicembre il reparto è stato reperibile, per l'anno in corso, dovrà esserci una rivalutazione. Quello di chirurgia vascolare è un reparto di eccellenza, a livello regionale. Anche perché - aggiunge con soddisfazione - può contare su strumenti di radiologia interventistica che pochi ospedali hanno in dotazione». Insomma, ottimismo e fiducia nelle capacità della sanità apuana. C.S.
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