Proteste
Sanità nella bufera. Il Sant’Antonio Abate di Pontremoli rischia la chiusura del reparto maternità, quello di Fivizzano il ridimensionamento
Ospedali: Gussoni spera, Grassi vede nero
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Il reparto maternità dell’ospedale di PontremoliPareri contrastanti in vista della riunione tra sindaci e Asl sul futuro delle strutture lunigianesi
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PONTREMOLI. Domani, presso la sede dell'Asl di Carrara, incontro decisivo (è giustificato credere) per il futuro della sanità apuana: alle 15,30, infatti, è in programma la conferenza dei sindaci per ascoltare le decisioni assunte dai vertici regionali dell'Asl. Ma che cosa si aspettano i sindaci da tale incontro? Avranno futuro le realtà sanitarie attualmente attive sul territorio, oppure per esse verrà decretato il drastico ridimensionamento o, peggio ancora, la loro chiusura? Domande che domani potrebbero avere risposte. Visto che i Comuni maggiormente coinvolti nel "progetto" dell'Asl sono logicamente quelli che ospitano gli ospedali (entrambi denominati Sant'Antonio Abate), vale a dire Fivizzano e Pontremoli, obbligo raccogliere i pareri dei rispettivi primi cittadini. Partiamo dunque con Franco Gussoni, sindaco di Pontremoli, il quale, confermandosi di poche parole, così liquida la questione: «Ritengo che i sindaci si dimostreranno abbastanza uniti al cospetto dei vertici dell'Asl, le cui decisioni mi aspetto siano positive. Non so, però, se sarà un autentico muro quello innalzato di fronte all'Asl. Vedremo». Paolo Grassi sindaco di Fivizzano invece pare già rassegnato: «Che cosa possiamo fare noi sindaci al cospetto di un ente regionale che ha già deciso tutto? Perchè in effetti è così. Noi saremo là, davanti al commissario straordianrio dell'Asl1, Maria Teresa De Lauretis e magari dell'assessore regionale alla sanità, Daniela Scaramuccia, solo per sentirci dire, in via ufficiale a questo punto, che è stata decisa la chiusura del punto nascite di Pontremoli. Era chiaro da tempo e quindi, almeno per me, questo non è il principale problema, dato che quello vero è relativo ai tagli che piomberanno sulle nostre teste nel tentativo dell'Asl di rimediare al buco milionario avuto nel 2010. Quendi molta preoccupazione per l'anno appena iniziato e la desolante constatazione dell'isolamento che viviamo in Lunigiana, dato che notizie ufficiali sul futuro della sanità, finora non ne abbiamo mai avute. Quel poco appreso è stato solo grazie ai giornali». Poi Grassi "spara" sulla unione d'intenti dei sindaci della Lunigiana: «Ma quale coalizione o muro. Noto solo disinteresse, come dimostrato dal recente flop relativo alla convocazione a Terrarossa di un summit preliminare tra i vari sindaci per preparare il terreno all'incontro con l'Asl: erano rappresentati non più di 4-5 Comuni tra i 13 interessati. Non c'è che dire, andiamo proprio bene». Fabrizio Palagi
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