La manifestazione
Inaugurata ma mai aperta
Sara Ligutti
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Tre immagini della inaugurazione della Casa dello studente dell’aprile del 2008Il direttore Baudinelli: è uno scandalo, chiamo "Striscia"
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CARRARA. Il 2 aprile prossimo saranno esattamente tre anni che la nuova Casa dello studente è stata inaugurata: e ancora i nuovi alloggi situati nella soffitta della Saffi non sono accessibili a causa di un problema legato alla sicurezza. Allora, sembrava che gli studenti, tutt'ora residenti all'ex Caserma Dogali, dovessero traslocarvi nel giro di un mese, ma poi si scoprì un problema relativo all'impianto antincendio. La nuova casa dello studente, durante l'inaugurazione con tanto di buffet ed assessore regionale all'Istruzione, era stata presentata come il fiore all'occhiello dell'amministrazione. E non a torto: trentanove posti letto (otto in più rispetto alla Dogali), un laboratorio ogni due camere per permettere agli studenti dell'Accademia di lavorare alle proprie opere senza dover dormire vicino a materiali spesso tossici; internet, due sale studio, lavanderia e stanze attrezzate per i portatori di handicap. Una struttura degna di una vera e propria città universitaria. Sul sito del Dsu (Diritto allo studio universitario) le case dello studente inbdicate come esistenti a Carrara sono addirittura due; nella realtà, invece, la struttura che ospita i ragazzi è soltanto quella dell'ex Caserma Dogali, che è fredda e ha infiltrazioni d'acqua, come denuncia chi ci vive. Per riportare sotto i riflettori questa annosa situazione sono servite le proteste studentesche dello scorso 16 dicembre. I ragazzi dell'Accademia hanno interrotto la lectio magistralis di Vittorio Sgarbi e hanno chiesto attenzione per i loro problemi a lungo ignorati (fra l'altro, la reazione di Vittorio Sgarbi alle rimostranze degli studenti è anche andata su Striscia la notizia della scorsa sera nella rubrica "I nuovi mostri", con immagini da Teleriviera). Fra i più seri, appunto, la questione della casa dello studente. «E' uno scandalo, uno spreco di soldi pubblici» commenta il direttore dell'Accademia di Belle Arti, Marco Baudinelli. «A me non hanno fatto sapere più nulla. E se entro due settimane non avrò notizie chiamerò Striscia la Notizia», annuncia. La competenza sulla struttura, infatti, non è né del direttore, né del presidente dell'Accademia, Simone Caffaz, ma è "tripartita". L'Erp si è occupata della costruzione, il Dsu dell'arredo e della gestione, infine il Comune, in quanto proprietario dello stabile, doveva occuparsi dell'impianto anti-incendio e della messa in sicurezza della struttura. Doveva, perché ad ostacolare l'apertura della casa dello studente, a quanto emerge, è proprio ancora il nodo dell'impianto anti-incendio. Dino Geloni, ex direttore dell'Erp ed ex responsabile dei lavori, racconta che «un anno e mezzo fa, quando andai in pensione, mancava ancora l'impianto antincendio». O, almeno, l'impianto c'era ma non funzionava. Infatti «le tubature non riuscivano ad avere sufficiente pressione per portare l'acqua, necessaria per le bocchette anti-incendio, fino al terzo piano». Ma allora perché inaugurare una struttura che non aveva ancora l'impianto antincendio a norma, quando i lavori per installarlo necessitano, evidentemente, di anni e non di giorni? Apparentemente, all'inizio, sembrava che fossero necessari solo degli estintori, per dichiarare i locali agibili. In un secondo momento, però, è venuto fuori che, essendo quella una struttura di tipo alberghiero, sarebbe stato necessario l'impianto idrico anticendio. Che, ad oggi, dopo quasi tre anni, deve ancora essere dichiarato a norma.
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