Italia
Crollo, la Coestra si autoassolve
La ditta appaltatrice: nei paraggi ha operato la Abc per la bonifica
CARRARA. Sul crollo della palazzina sul Carrione, anche la società Coestra mette nero su bianco di non avere alcuna responsabilità. Lo fa nella "comparsa di costituzione" nell'ambito del procedimento in corso al tribunale di Massa di "accertamento tecnico preventivo", cioé la valutazione tecnica per stabilire le cause del crollo del 2 novembre e i danni conseguenti. Nei giorni scorsi, già il Comune aveva spiegato di non ritenersi responsabile. Coestra, vincitrice dell'appalto e capogruppo dell'associazione di impresa con la "Effe ingegneria" di Spezia, per inciso spiega anche l'ingegner Pietro Orsini è direttore dei lavori «designato ed operante per il Comune, committente dell'appalto». La Coestra ricostruisce: «Nelle aree limitrofe all'edificio al numero civico 44, abbiamo eseguito, completandola il 4 febbraio 2010, la demolizione in sponda destra della fognatura nel tratto fra la sezione 108.1 e il Ponte Baroncino. Questa lavorazione fu eseguita con piccolo escavatore e non ha riguardato la statica del muro di sostegno di Via Carriona, onde non ha avuto influenza né sulla statica di questo muro né, tantomeno, sulla statica dell'edificio al civico 44». A causa del ritrovamento di un ordigno, prosegue, i lavori furono interrotti l'11 febbraio 2010 e formalmente sospesi il 3 maggio 2010; questo perché emerse la necessità che il Comune effettuasse la bonifica da ordigni bellici per tutto l'alveo del Torrente Carrione. A detta della Coestra, questa necessità ha evidenziato un inadempimento del Comune «ad obblighi posti a suo carico dalla legge, onde la sospensione dei lavori ha provocato e sta tuttora provocando all'appaltatore gravi danni, che dovranno essere risarciti». Per la bonifica, il Comune di Carrara ha fatto un contratto con la "A.B.C. Appalti Bonifiche Costruzioni", ma di questo contratto - si fa notare - "Coestra era ed è rimasta del tutto estranea". Si procede: «Ripresi parzialmente i lavori, Coestra ha eseguito in zona a valle del ponte di Via Apuana alcune lavorazioni (ripristino delle piste di transito dei mezzi, realizzazione di cordolo sopra le teste dei pali e realizzazione dei muri ad "L" per fondazioni ed elevazioni)». «Lavorazioni che non potevano incidere (e non hanno inciso) sulla condizione dell'edificio di Via Carriona 44», ed effettuate in area «tutt'altra - e ben distante - dall'area in adiacenza della quale si trova l'edificio». Dal 4 febbraio al 24 ottobre 2010 in sostanza la Coestra ha lavorato solo un giorno, a metà ottobre, nelle zone adiacenti: per il ripristino della pista in lato sinistro, per posizionare le centraline di monitoraggio degli edifici in lato sinistro del fiume. Ma, scrive Coestra, «Nella zona ha operato - peraltro su commissione diretta del Comune di Carrara - l'impresa "A.B.C.". Al riguardo giova osservare che i lavori eseguiti da A.B.C sono consistiti, tra l'altro, nella movimentazione fino alla profondità di centimetri 60 di inerte del fiume per tutta la larghezza di esso (onde verificare l'eventuale presenza di ordigni bellici)». Si ricorda inoltre che il 24 e 25 ottobre vi furono fortissime precipitazioni atmosferiche che provocarono un'eccezionale piena del Torrente Carrione. Il 28 e 29 ottobre Coestra scrive di essere intervenuta in alveo «a monte del Ponte di Via Apuana fino alla Sezione 108.1 per ripristinare la situazione dei luoghi precedenti alla piena dei giorni 24 e 25 dello stesso mese, allo scopo di potere eseguire successivamente in quella zona le opere appaltate. Queste lavorazioni non hanno avuto, per la loro natura, alcuna influenza sull'evento dannoso poi verificatosi». Il 29 ottobre l'impresa è intervenuta «anche per ripristinare la pista preesistente nella sponda sinistra del Torrente sino alla Sezione 108.2. Questo intervento, peraltro, non ha interessato la sponda destra, e cioè l'area nella quale il 2 novembre 2010 si sono verificati il crollo del muro di sostegno di Via Carriona e successivamente il crollo dell'edificio al numero civico 44 della stessa Via. Anche questo intervento, quindi, non ha avuto alcuna influenza sull'evento dannoso». Coestra invita anche a considerare le pessime condizioni dell'edificio: «Non aveva fondamenta». M.B.
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