Sicurezza
Arriva l'ok per la maxi-sala, ma il vice-sindaco dice no
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Un cinema multisala Per la Nardi il cinema da 1200 posti non può essere costruito troppo lontano dal centro
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MASSA. La Regione dà il via libera per la realizzazione della maxi-sala da 1220 posti nell'area ex-Dalmine. ma il vice-sindaco martina nardi interviene per esprimere la sua contrarietà al progetto. multi sala. «Su questa questione ci sono opinioni diverse anche nella maggioranza - fa sapere la Nardi - premetto che non sono contraria ai cinema multi sala, ritengo che siano un intelligente modo per far frequentare a tante persone i cinema, che troppo spesso risultano vuoti, quando invece sono in grado di regalare forti emozioni. Sono anche felice che ci siano degli imprenditori che vogliano investire nella nostra città». A non piacere al vice-sindaco Nardi è la dislocazione del progetto. «La multisala - fa sapere la Nardi - è stata proposta nella fascia di bordo della zona industriale, quindi in una periferia ormai al collasso per i tanti sbagli del passato, primo fra tutti il centro commerciale. Ciò svuoterebbe ulteriormente la città, che ha bisogno, al contrario di un grande rilancio. La scelta politica in campo urbanistico deve a mio avviso essere chiara ed inequivocabile, le funzioni culturali devono stare in centro città, pena la progressiva morte del centro, un ulteriore caos automobilistico, e una perdita definitiva dell'identità culturale della città». Per la Nardi tocca agli amministratori cittadini dire che sviluppo urbanistico deve avere la città. «Per questo - osserva la nardi - saremo giudicati dai cittadini tra qualche anno. Puntare ad un potenziamento delle funzioni collettive sul centro città significa anche rilanciare un economia di indotto commerciale di piccolo e medio vicinato, cosa che stiamo tentando con i tanti lavori del piuss che tra breve inizieranno in centro. Ci vuole quindi un idea di città che marci in una unica direzione e non la schizofrenia urbanistica che abbiamo visto crescere e proliferare nel corso di questi anni. Lo studio sulle funzioni, sui luoghi e sugli spazi pubblici l'abbiamo voluto indicare nel piano strutturale dandogli una dimensione di "piano" proprio per la fondamentale esigenza di rimettere ordine su di un territorio tanto frastagliato, se oggi concedessimo l'autorizzazione alla multisala in zona industriale comprometteremo molto di questo lavoro, che si concluderà con il regolamento urbanistico, per non dire che saremo anche noi visti come una amministrazione che non ha le idee chiare sullo sviluppo del territorio».
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