Il dolore
Muore a 28 anni sconfitto da un male
Fabrizio Palagi
◗
A lato e sotto due belle immagini di Simone Pigoni La vittima, ingegnere meccanico di Ceserano, è spirato in ospedale dopo breve agonia
3 MINUTI DI LETTURA
FIVIZZANO. Vinto da una tremenda malattia, è morto in un letto dell'ospedale Sant'Antonio Abate dopo una inutile e dolorosa lotta iniziata circa un anno fa quando il male si è aggravato. Simone Pigoni, 28 anni compiuti lo scorso 4 novembre, era ingegnere meccanico e lavorava presso un'azienda di Follo, dopo aver compiuto gli studi all'università di Parma. Lascia i genitori, Enzo, artigiano edile e Renata Boriassi, casalinga, oltre alla sorellina Beatrice, di 15 anni. Con la famiglia abitava a Ceserano. Simone Pigoni era stato ricoverato la sera della vigilia dell'Epifania, mentre in tutta la Lunigiana si stava festeggiando una ricorrenza molto sentita in tutte le zone del comprensorio. Durante la notte tra giovedì e venerdì scorsi, la sua pur forte fibra si è dovuta arrendere ai ripetuti attacchi della malattia, notevolmente aumentati negli ultimi tempi, al punto di costringere i medici a ricoverare il giovane ingegnere nell'ospedale fivizzanese, per tentare la disperata carta delle cure intensive. Ma a nulla sono valsi gli sforzi dei sanitari e le preghiere della famiglia, sempre stretta al suo Simone, fiore e vanto della piccola comunità di Ceserano. Simone amava la vita, lo sport e gli animali: tra le sue numerose passioni, infatti, quella della pesca, condotta da sempre, oltre allo sviscerato amore per l'Inter, squadra di cui era sostenitore fin da bambino. Benvoluto e stimato, Simone annoverava tantissimi amici come testimoniano le pagine di Facebook: circa 230 iscritti, in gran parte ragazze, sul sito del giovane ingegnere meccanico. Non aveva una ragazza fissa ma, ci teneva a dirlo, «le donne mi piacciono, eccome». Tutto sembrva filare per il verso giusto, come si conviene a un ragazzone di 28 anni che: terminati brillantemente gli studi, stava entrando nel mondo del lavoro alla ricerca di una solida posizione professionale. Il tutto senza trascurare i genitori e l'amata sorellina. Giacomo Perfigli, assessore comunale di Fivizzano, nonchè presidente provinciale dell'associazione paraplegici, era uno dei numerosi amici su cui Simone Pigoni poteva contare: «Aveva la testa a posto - dice il giovane assessore - e questo lo dico non tanto per censire una persona scomparsa. Simone era il classico compagnone, amico di tutti e sempre pronto a prendere la vita con il sorriso sulle labbra. È proprio vero quando si dice che sono i migliori ad andarsene per primi. Non si dava per vinto, pur sapendo contro quale terribile male stesse combattendo la sua battaglia per la vita. Poco dopo la laurea, la malattia si manifestò: poi, dopo fasi alterne, pareva che Simone stesse migliorando. Invece così non era. A seguito di ripetuti attacchi, il fisico ha gradatamente ceduto, facendo così spegnere la sua giovane vita». Il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi, così ricorda Simone: «Uno studente modello, dato che si è laureato a 23 anni. I genitori erano molto fieri di lui, come mi diceva papà Enzo. Il suo calvario è praticamente iniziato cinque anni fa, ma la speranza era quella di una ripresa del ragazzo. Speranza vanificata dalla ricaduta di mercoledì scorso quando, in un estremo tentativo, i medici lo hanno fatto ricoverare al Sant'Antonio Abate». I funerali di Simone Pigoni si terranno domani alle 15 nella sua Ceserano, alla presenza, è verosimile credere, di tantissimi amici, gli stessi che ieri pomeriggio hanno affollato l'obitorio dell'ospedale Sant'Antonio Abate per rendere omaggio alla salma dello sfortunato ingegnere meccanico.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
