La manifestazione
Impianto ko, ospedale al freddo
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Riccardo Nardini e il monoblocco Disagi fra il 3 il 4 scorsi, i tecnici: «24 ore per riparare il guasto»
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CARRARA. Un inizio d'anno al freddo all'ospedale di Carrara (foto). Causa un danno alle tubature, infatti, gli impianti di riscaldamento sono rimasti fuori uso per 24 ore tra il 3 e il 4 gennaio. Ovvi i disagi per i pazienti, soprattutto fra i più anziani. «Io sono in ospedale dal primo gennaio - racconta la signora Enrica, anziana ricoverata al sesto piano di Medicina Donne - e il freddo l'ho sentito eccome: siamo state una giornata intera senza acqua calda, costrette a lavarci con l'acqua fredda. Ed è stato un problema persino avere una coperta in più per stare un po' più al caldo». «In effetti - spiega l'ingegner Riccardo Nardini, responsabile dell'ufficio tecnico manutenzione e patrimonio - c'è stata una rottura di alcune tubature che ci ha costretti a fare lavori di ripristino, che sono durati un giorno. Purtroppo dobbiamo ricordarci che la struttura ospedaliera è molto vecchia e che quindi inconvenienti di questo tipo possono capitare: non è il primo guasto che abbiamo dovuto fronteggiare. Fortunatamente, però, l'ospedale di Carrara ha un'inerzia termica elevata, ossia trattiene molto bene il calore, per cui 24 ore passano senza troppi disagi». LA CGIL: URGE IL DIRETTORE GENERALE. E intanto, Valerio Musetti della Funzione pubblica Sanità della Cgil torna a sollecitare la nomina del direttore generale. «Negli ultimi mesi - scrive Musetti - quotidianamente si leggono sui giornali diversificate esternazioni sul commissariamento dell'Azienda Sanitaria. Ribadiamo che per noi è necessario avere un quadro complessivo generale e non frazionato sia sul deficit che sulle dinamiche di questo per poter dare risposte adeguate, certamente questo non ci esime dall'evidenziare criticità presenti all'interno del nostro sistema». E aggiunge: «Ad esempio in questi mesi vi è stato il blocco del turn over nel dipartimento infermieristico e tecnico, e questo con possibili ricadute negative sull'utenza e che ad oggi solo grazie all'alta professionalità e senso di appartenenza del personale si è potuto evitare, ma ci chiediamo fino a quando? Ribadiamo con forza che gli errori fatti certamente non devono avere delle ricadute negative sulla cittadinanza e sui lavoratori». Aggiunge inoltre il sindacalista della Cgil Funzione pubblica sanità: «Per questo ad esempio è necessario porre attenzione ai lavoratori del comparto, sui servizi ai cittadini, al lavorare sotto organico, ai reparti sovraffollati, ai numerosi disagi che si determinano a causa di una modificazione del lavoro (intensità di cura, nursing avanzato), ad una intensificazione delle prestazioni con una compressione delle mansioni, ad un nuovo modello assistenziale dove gli operatori dovranno essere partecipi e condividere le scelte da farsi, è altresì estremamente importante far notare che per una applicazione esente da ricadute negative sull'assistenza e sugli operatori è fondamentale che si potenzi il numero degli Oss (Operatori socio sanitari), nei turni pomeridiani e notturni». Quindi, conclude il suo intervento sulla situazione all'Asl 1 Valerio Musetti, «Ribadiamo la richiesta formulata insieme alla Cisl Fps che con urgenza venga nominato il nuovo direttore generale, perché ad oggi non avendo un interlocutore titolare non vengono discussi e date risposte ai problemi, che quotidianamente il personale sanitario ha nell'erogazione dei servizi». D.D.B.
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