Attenzione
E Italia Nostra boccia Binaglia
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Il castello Aghinolfi Secondo gli ambientalisti il primo cittadino ha evitato la gente In dieci punti tutto quello che non va della giunta uscente
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MONTIGNOSO. Italia nostra boccia l'amministrazione Binaglia. L'associazione ambientalista motiva il suo verdetto elencando dieci punti che hanno spinto le amime verdi a mostrare il pollice verso al primo cittadino uscente: «In questi anni non ha fatto altro che portare avanti i progetti avviati dall'amministrazione retta dal sindaco Buffoni tra cui il bel restauro del castello Aghinolfi (fiore all'occhiello del sindaco Buffoni e dell'assessore alla cultura Del Giudice) limitandosi poi alla sopravvivenza politica. Però ha evitato volontariamente un rapporto costruttivo con i cittadini e le associazioni culturali e ambientali, in particolare con Italia Nostra che, subito dopo la sua elezione, è stata esclusa da ogni contatto e iniziativa culturale». secondo punto: la volontà di escludere Italia Nostra si è concretizzata più volte in questi anni ed è facilmente verificabile dall'esiguo numero di iniziative fatte a Montignoso dalla nostra associazione. Terzo: sulla ex cava Viti non ha accolto la nostra proposta per una completa rinaturalizzazione del sito e per il suo inserimento nell'area protetta del Lago di Porta. Quarto: il parco comunale davanti alle terme del Cinquale, che vorrebbe vendere all'Undulna depauperando il patrimonio collettivo di un'area bellissima a due passi dal mare tra le poche ancora a verde pubblico. Quinto: cementificazione selvaggia consentita in tutta la pianura senza neppure le indispensabili opere di urbanizzazione. Sesto: il canale degli Sforza, (Canalmagro e fosso del Sale) proveniente dalla Buca degli Sforza relitto di una situazione naturale, già tombato e pericoloso da tempo, è stato viepiù aggredito dal cemento, con lo squallido artificio dell'istallazione di due idrovore in cambio dell'eliminazione dell'ultima cassa di espansione esistente in località Cinqualino. Sette: ha proposto di far andare diritto in mare il Canalmagro mentre con il fosso del sale hanno sempre alimentato la zona umida (casa di espansione) della Buca degli Sforza. Ottavo: ha permesso la costruzione di orrendo muro in cemento ai piedi del canale Pannosa per proteggere la strada dalle esondazioni creando una barriera innaturale e pericolosa. Nono: in dieci anni non si è affrontato il problema idrogeologico come si è evidenziato in questi giorni in cui le frane hanno causato gravi danni interrompendo anche l'accesso ai paesi della montagna. Decimo: la questione della variante al regolamento Urbanistico che è stata subito contestata da movimenti popolari spontanei e dalla nostra associazione e dal Sel.
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