Finanza
Il crollo non dipese da noi
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La palazzina di via Carriona prima e dopo il crollo del 2 novembre scorso Carrione, il Comune si difende: «Nessuna responsabilità»
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CARRARA. «Non può essere imputata alla "stazione appaltante" - neppure ove si tratti di un ente pubblico (nella specie, un Comune), che svolge una sorveglianza molto più intensa ed estesa - la responsabilità per danni causati a terzi durante l'esecuzione di un'opera pubblica, ogniqualvolta l'appaltatore abbia comunque potuto agire in piena autonomia»: è uno dei passaggi chiave della memoria difensiva del Comune di Carrara, nel procedimento in corso davanti al tribunale di Massa di "accertamento tecnico preventivo": in sostanza una valutazione tecnica in ordine alle cause del crollo della palazzina di via Carriona del 2 novembre e dei danni conseguenti. Un accertamento che potrà poi essere utilizzato nella successiva, e praticamente certa causa civile che i proprietari degli appartamenti crollati (e delle case vicine) porteranno avanti. Da quanto emerge dalle memorie già depositate in tribunale - e altre ve ne saranno in vista della prossima udienza del 20 gennaio - il Comune di Carrara ribadisce la propria estraneità rispetto a ogni responsabilità nel crollo. Cause e danni saranno determinati, come noto, dalla perizia del consulente tecnico d'ufficio Alexandre Pierre Popoff. LA CRONISTORIA. Nella memoria predisposta dagli avvocati Sonia Fantoni e Marina Vannucci, il Comune ricostruisce così quanto accaduto sul Carrione. Innanzitutto, si fa notare, «nel periodo fine gennaio-primi di febbraio è stata demolita (coerentemente con quanto previsto in progetto) in sponda destra una vecchia fognatura costituita da tubi di cemento rinfiancati in calcestruzzo, aderente al muro d'argine e verosimilmente in più punti non appoggiata al fondo del torrente». E ancora: «La ditta Abc incaricata di eseguire il piano di bonifica da residuati bellici, secondo il piano approvato dall'Autorità militare, ha eseguito tra il 20 settembre ed il il 1º di ottobre la sistemazione della pista necessaria per raggiungere le zone da bonificare in alveo del Carrione, sistemazione che ha interessato tutto il tratto S. Martino - ponte Baroncino». I legali del Comune aggiungono inoltre che «la sistemazione nel tratto ponte di via Apuana e ponte Baroncino, secondo le dichiarazioni verbali (rese alla presenza di testimoni) ha interessato la pista ubicata in sponda destra (secondo la definizione scientifica con spalle alle sorgente)». LA COESTRA IN SPONDA SINISTRA. Secondo la ricostruzione del Comune «la ditta Coestra nei giorni 28 e 29 ottobre è intervenuta nel tratto tra il ponte di via Apuana ed il ponte Baroncino operando sulle piste di scorrimento dei mezzi meccanici in alveo in sponda sinistra». La Coestra, si ricorda, è la ditta aggiudicataria dell'appalto a titolo «Diagnostica e monitoraggio a supporto degli interventi di risagomazione dell'alveo del torrente Carrione-Lotto valle» nella quale venivano descritti i criteri di organizzazione e di gestione del sistema di rilievo e monitoraggio dei fabbricati durante l'esecuzione dei lavori. Le attività di monitoraggio erano finalizzate a verificare l'influenza dei lavori in appalto sulle strutture edilizie al fine di scongiurare e prevenire effetti negativi. RISCHIO 1. Si fa notare poi che «Gli edifici compresi nell'isolato interessato dal crollo ricadevano tutti in livello di rischio 1 («edificio ad alto rischio)». I DATI DEL MONITORAGGIO. Fino alle ore 18.12 del 31 ottobre non sono registrati movimenti di sorta; dalle 18.12 del 31 ottobre alle 19.38 del 1º novembre il grafico evidenzia uno spostamento del punto di applicazione con andamento quasi lineare. Dalle ore 19.38 del 1º movembre sino al momento del crollo è evidente un comportamento instabile del punto di applicazione che segnala l'irreversibile processo deformativo delle strutture del fabbricato». Il Comune sottolinea anche: «Alla ditta Coestra era assegnato il compito di effettuare le operazioni di lettura ed interpretazione dei dati provenienti delle centraline di monitoraggio e di eventuale allarme all'Ufficio di Direzione Lavori». In sintesi: «Emerge in modo inequivocabile che nessuna responsabilità per i danni cagionati ai ricorrenti a seguito del crollo dell'edificio di via Carriona possa essere addebitata al Comune di Carrara». M.B.
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