Il Tirreno

Eaton, violate le norme europee

Gli operai di fronte alla fabbrica Eaton
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Gli operai di fronte alla fabbrica Eaton

I sindacati: l'azienda non ha rispettato le procedure

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 MASSA. Una violazione delle leggi europee da parte della Eaton. E' questo il punto su cui insisteranno gli operai nei 280 ricorsi che partiranno, assicurano gli avvocati messi in campo dalle associazioni sindacali, a metà della prossima settimana.  Nei giorni scorsi l'avevano annunciato. La battaglia legale contro il colosso americano avrebbe preso il via dopo l'Epifania. E ora i primi ricorsi degli operai, dopo che gli avvocati di Cgil, Cisl e Uil hanno deciso le loro strategie, sono sulla rampa di lancio.  «Noi siamo fiduciosi per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori - spiega l'avvocato della Cgil Claudio Lalli - i vizi che andiamo a denunciare sono importanti».  I legali hanno deciso di impugnare i licenziamenti inviati dall'azienda nei mesi scorsi rilevando alcuni vizi di forma e di sostanza. In Tribunale si cercherà di dimostrare che l'azienda americana ha violato i principi delle direttive europee che regolano i rapporti tra sindacati e datori di lavoro, soprattutto nel punto che prevede la consultazione e l'informazione dei sindacati stessi quando si devono decidere dei licenziamenti.  Come si ricorderà la multinazionale americana aveva inviato lettere di licenziamento agli operai comunicando che il rapporto con la Eaton si sarebbe definitivamente chiuso il 15 dicembre. Dopo una serie di serrate trattative, e un primo passaggio dal tribunale del lavoro di Massa, l'azienda aveva deciso di revocare momentaneamente i provvedimenti e di riaprire una trattativa per una eventuale vendita delle aree industriali dismesse (l'attività della fabbrica massese è stata interrotta da oltre due anni) e la concessione di un ulteriore periodo di cassa integrazione in deroga per gli operai.  Dopo il fallimento di quest'ultima, disperata, trattativa la Eaton ha deciso di rendere nuovamente attivi i licenziamenti. Ma proprio su questo punto gli avvocati hanno rilevato le violazioni alla base dei ricorsi: l'azienda avrebbe infatti proceduto senza avvertire preventivamente i sindacati.  I ricorsi saranno inviati al tribunale del lavoro a metà della prossima settimana. Gli avvocati non chiederanno una procedura d'urgenza ma solo una abbreviazione dei termini, vista la delicata situazione degli operai rimasti senza il loro posto di lavoro e finiti in mobilità. G.D.

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