Finanza
«Caravella, il Comune rinunci»
◗
La Caravella Palmerio: no alla donazione, meglio l'esproprio di tutta l'area
3 MINUTI DI LETTURA
MARINA DI CARRARA. Il Comune non deve accettare la donazione gratuita della Caravella, «anche per proteggersi da possibili azioni legali». Deve invece «esigere quanto dovuto, formalizzando l'esproprio dell'area e opponendosi ad una eventuale richiesta di indennizzo per avvenuta prescrizione quinquennale»: a sostenerlo è Guido Palmerio, della famiglia che da decenni gestisce il Cinema Arena Paradiso. Insomma, a suo avviso il Comune dovrebbe rinunciare alla donazione e sfruttare gli strumenti già in suo possesso per un definitivo esproprio. Guido Palmerio ricorda come nacque la vicenda. «Il 29 agosto 2005, dopo che la Patrimonio dello Stato spa aveva annunciato la vendita del bene, fu fatta una petizione in cui si sosteneva che il Comune aveva pieni diritti sull'area e quindi invitava l'Amministrazione a formalizzare e prendere le dovute posizioni in proposito. Correttamente il Comune ha sottoposto il contenuto della petizione all'avvocato Domenico Iaria, legale di sua fiducia, che ne ha condiviso la validità giuridica, come ammesso e pubblicato sui giornali dallo stesso Sindaco». Ma il fatto è che, aggiunge, poi «il Comune è rimasto passivo, non rivendicando neppure la proprietà superficiaria (delle strutture realizzate dal Comune stesso, cioé) nei confronti della Patrimonio dello Stato, la quale frattanto indiceva un'asta a lotto unico insieme ai beni occupati dai privati per circa nove milioni per tutto il Compendio Paradiso, asta andata poi deserta». Palmerio salta al 20 gennaio 2009, quando il consiglio comunale - in quel momento presieduto dal vicepresidente Luciano Tonarelli, consigliere comunale Pdl e membro della commissione urbanistica - deliberava sull'area dsi proprietà della Patrimonio Spa. «Il consiglio comunale - scrive Palmerio - ignorando la petizione, e quanto espresso dal suo Comune, adottava una bozza di intesa con la Patrimonio dello Stato Spa, si impegnava a concedere una edificazione nell'area della Caravella di 3.800 metri quadrati di superficie, in cambio avrebbe ricevuto gratuitamente le altre aree di uso pubblico, eccetto la Caravella, che aumentava enormemente di valore e poteva essere messa in vendita dalla Patrimonio Spa. Conseguentemente essa metteva in vendita i beni dei privati, le cui aste andavano tutte deserte tranne quella dell'Arena Paradiso, che veniva partecipata e vinta dalla Sviluppo Marina srl, di proprietà del politico Luciano Tonarelli e del signor Gianfranco Bolognini amministratore delegato». In luglio - prosegue - Legambiente e Italia Nostra hanno reso pubblico l'esposto fatto, insieme allo stesso Palmerio, alla Procura della Repubblica e Corte dei Conti «sulla situazione di dubbia legittimità, e mancata tutela dei propri beni da parte dell'Amministrazione comunale che è ancora in fase istruttoria. Alla fine dello stesso mese l'immobile Arena Paradiso acquistato dalla Sviluppo Marina s.r.l. è stato messo sotto sequestro dal Tribunale di Massa». Palmerio elenca i numerosi sottoscrittori dell'esposto: a essi, aggiunge, «credo onestamente, insieme a Legambiente e Italia Nostra vada il riconoscimento della cittadinanza, il cui impegno ha evitato una cementificazione in un'area di pregio di fronte al mare, e ha indotto la Patrimonio dello Stato ad un tardivo dietrofront onde evitare ben più gravi conseguenze. Ritengo che il sindaco debba chiarire ai cittadini - conclude - la ragione per cui la Patrimonio spa abbia così "magnanimamente" e repentinamente rinunciato alla vendita». M.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
