Sicurezza
Ti sei ricordata di me, grazie Gragnana
La gratitudine di Marco, che non può camminare, al suo paese
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CARRARA. Un paese si mobilita per una persona a cui un ictus ha tolto la possibilità di camminare e che con i soldi avuti in dono potrà pagare le cure per la riabilitazione. Un regalo di Natale per il quale la sorella di Marco Bernacchi, Giuliana, a nome del fratello, ringrazia con una lettera aperta. «Lui dice a tutti: grazie Gragnana per esserti ricordata di me». Nella lettera una riflessione: «Quante volte mentre guardando la tv il nostro programma preferito è stato interrotto per avvisarci che un terremoto ha distrutto case in Indonesia, che un'alluvione ha spazzato via un intero paese in Messico, che intere popolazioni hanno bisogno di noi? Immediatamente si attivano numeri verdi per inviare un aiuto; prendiamo il telefonino e inviamo un messaggio sentendo che anche noi, nel nostro piccolo, stiamo partecipando, siamo solidali con quelle persone». La sorella racconta che Bernacchi, 56 anni, nativo di Gragnana,m lavorava nella nostra città, «poi, dopo l'ictus ha perso il lavoro. Ora abita a Forno, in una casa con le scale». La lettera prosegue: «Aiutare gli altri é un nobile gesto, ma perché aspettare la tragedia? perché aiutare solo le popolazioni lontane quando c'è al tuo fianco una persona che ha bisogno di te? Sono tante le persone vicine e bisognose ma forse, a volte, é piú facile pensare che i disagi siano altrove. Quest'anno Gragnana non ha voluto guadare lontano! Il giorno di Natale é stato consegnato a Marco il ricavato della raccolta promossa da Antonella e a cui i gragnanini hanno aderito. Cosa ci fará Marco con questi soldi? Li investirá nella sola cosa che gli sta permettendo di migliorare la sua vita: ore e ore di esercizi di riabilitazione terapéutica, per mantenere stabili le sue condizioni ed evitare che i suoi arti si atrofizzino sempre piú, perché ormai, a 3 anni dall'incidente (quell'ictus che gli ha tolto la possibilità di camminare, di esprimersi a parole, che l'ha chiuso in mondo a cui solo pochi possono accedere con fatica) l'obbiettivo di "tornare a camminare" può dirsi svanito». «É stato un gesto insperato e inaspettato, - scrive la sorella a suo nome - dopo tante richieste (alle autorità cosiddetette competenti) cadute nel vuoto, dopo rimpalli di responsabilitá da una carica pubblica all'altra, da un'istituzione all'altra. Dopo che tra riamandi e rinvvi i risultati che si dipingevano prossimi si sono trasformati in miraggi, solo una cosa pian piano é arrivata: la rassegnazione. L'abitudine agli aiuti precari, la constatazione del fatto che quell'ascensore che ti permetterebbe di avere una vita sociale, in 3 anni non é ancora stato costruito, l'accettazione che la terapia riabilitativa te la devi pagare». Ma a Natale è arrivato un bel regalo per Marco. «Per fortuna - continua la lettera di ringraziamento - il mondo non è fatto solo di personaggi e istituzioni pubbliche ma anche, e sopratutto, di persone. Persone che non si dimenticano, ed é a loro che Marco e la sua familia vogliono mandare un sentito ringraziamento. Se potesse lo farebbe lui, verrebbe in ogni casa a stringere le mani e a dirvi grazie, ma non puó e per questo affidiamo alla carta un abbraccio che speriamo vi arrivi al cuore. Grazie gragnana - dice Marco dal suo cuore - per esserti ricordata di me».
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