Sicurezza
Usavano la loro bellezza per ingannare gli anziani Arrestate due nomadi
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Una pattuglia della polizia: gli agenti della squadra mobile hanno arrestato le due ragazze nomadi dopo mesi di indagini Sono almeno una decina gli anziani caduti nella loro trappola Decine di persone sono cadute nel tranello: entravano in casa con una scusa e portavano via soldi e preziosi
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MASSA. Due belle ragazze, capelli lunghi neri e venticinque anni di età. Davvero carine. Grazie al loro aspetto fisico riuscivano a farsi aprire la porta da chiunque, soprattutto dagli uomini con i capelli bianchi. Una moina, un sorriso e un discorso allusivo che lasciava pensare a un'avventura amorosa con una giovane donna. Invece era l'esca per far cadere i vecchietti in un tranello che finiva sempre nel medesimo modo: il furto di tutto quello che riuscivano a trovare in casa. Per un po' le due ragazze l'hanno fatta franca, poi sul caso hanno iniziato a indagare gli uomini della squadra mobile, guidati da Antonio Dulvi Corcione. E per la coppia di truffatrici sono scattate le manette, anche perché sulla coppia pendeva una condanna a otto mesi di reclusione. Adesso si trovano nel carcere di Livorno. Le donne, nomadi italiane di etnia sinti, sono arrivate a Massa qualche tempo fa. Fin dal loro arrivo si sono dedicate anima e corpo al crimine. Inanellando una lunga sfilza di reati: contro il patrimonio, furti in casa, truffe, sostituzioni di persona. Il loro target era la terza età. E di vecchietti ne hanno truffati a decine, la maggior parte di questi non hanno avuto neppure il coraggio di denunciarle. In un'occasione poi il raggiro, a un uomo di Romagnano, era stato particolarmente odioso. Perché il settantenne si era fatto in quattro per aiutare queste ragazze. Una gli aveva detto di essere una ragazza madre costretta a vendere fazzolettini fazzolettini di carta per far mangiare il bimbo. Lui le aveva dato 10 euro. L'altra era salita in casa sua chiedendo un lavoro. Per ricompensa si era visto portare via 600 euro dal portafoglio che aveva lasciato sul davanzale della finestra. Soldi che gli servivano per pagare le sue bollette e quelle di un amico. Lo aveva raccontato al Tirreno e ai carabinieri quell'episodio. Un furto ben organizzato, probabilmente quel vecchietto era stato seguito per un bel po' prima. Alla ragazza che gli chiedeva un lavoro aveva fatto anche una promessa: «C'è un bar che cerca una cameriera, vedrai che se parlo con il proprietario qualcosa da fare te lo trova». La donna però aveva già adocchiato il portafoglio che lui aveva lasciato sul davanzale della finestra. E aveva approfittato dell'unico momento di distrazione, portandosi via i seicento euro che l'uomo aveva prelevato in banca per pagare le bollette di luce e gas per sé e per un suo amico.
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