Il dolore
L'ultimo bacio di Rita e l'applauso dei 5000 per l'addio a Giaco'
Fabrizio Palagi
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CASTELNUOVO MAGRA. Il lunghissimo corteo funebre si ferma davanti al Bar Jolly, il locale che, fino alla serata di mercoledì 29 dicembre era il luogo di lavoro di Andrea Giacomelli, ucciso a colpi di pistola all'alba del giorno successivo. Un attimo di totale silenzio e poi lo scrosciante applauso delle migliaia di persone che accompagnano l'ultimo viaggio di Giacò come era da tutti conosciuto il 37enne ammazzato da Antonio Silvestro, 40 anni, ex marito della convivente di Andrea, la 32enne Rita Castaldo. Le esequie del barista, nonchè consigliere comunale di Castelnuovo sono quasi alla fine: dalla piazza del centro commerciale La Miniera al camposanto Dell'Angelo restano infatti da percorrere poche centinaia di metri. Il corteo riprende il cammino, preceduto da un picchetto d'onore formata dai volontari in divisa arancione della Pubblica Assistenza, associazione della quale Giacomelli era colonna portante. Ed è stato proprio il gonfalone listato a lutto della Pubblica Assistenza di Castelnuovo Magra-Ortonovo ad aprire il passaggio del feretro tra due ali di folla impietrita dal dolore quando, a cerimonia funebre conclusa, la bara è uscita dal centro sociale di Molicciara, rivelatosi troppo piccolo per contenere i tantissimi parenti, amici o semplici conoscenti di Giacò. Un saluto interminabile quello che la gente non soltanto di Castelnuovo ha tributato ad Abdrea Giacomelli. La camera ardente, allestita nell'ampia sala del centro sociale di Molicciara, era aperta sin dalle 9,30 del mattino. Subito, ai lati della bara, erano stati formati picchetti di rappresentanze ufficiali, ma anche di semplici cittadini di ogni età che, con la loro presenza, hanno voluto offrire solidarietà alla famiglia di Andrea, ossia papà Roberto, mamma Viviana e la sorella Cristina, per tutto il tempo rimasti seduti a pochi metri dalla salma, accanto alla quale si notava un'unica e spoglia corona con la scritta "I tuoi amici". Nessun fiore, ma solo offerte per la Pubblica Assistenza, così rispettando pienamente le volontà di Giacò. Sulla bara, solo un disegno e la maglia della Juventus, con il numero 10, squadra della quale Andrea Giacomelli era fervente sostenitore, come ha rammentato il sindaco Marzio Favini durante il suo lungo e commovente ricordo dell'amico scomparso. Prima del sindaco aveva preso la parola Francandrea Cricca, responsabile dei buddisti della Val di Magra. Giacomelli aveva infatti abbracciato quella religione di cui andava tanto orgoglioso. Poi una canzone intonata da alcune ragazze. Giovedì prossimo, sempre nel centro sociale, si svolgerà il rito buddista vero e proprio. Il presidente della Pubblica Assistenza, Edoardo Cioffi ha ricordato «il milite e l'amico Giacò» indicandolo come esempio per chi intraprende l'azione di volontariato. Poi il sindaco, Marzio Favini, la cui voce è stata più volte spezzata dalla commozione. Accanto a lui, tutti con la fascia tricolore, i sindaci della Val di Magra e il presidente della Provincia, Marino Fiasella. La mamma di Andrea Giacomelli non aveva più lacrime da versare. Ha ascoltato tutti, ogni tanto annuendo col capo quando, l'oratore din turno, ricordava l'opera politica, sociale e umana di Giacò. All'altro lato della bara c'era Rita Castaldo, confortata da alcune conoscenti. La convivente di Andrea Giacomelli, madre di due bambini avuti dal matrimonio con Antonio Silvestro, era disperata: anche il sindaco ha cercato di confortarla, abbracciandola fortemente. Poi è iniziato l'ultimo viaggio di Andrea Giacomelli nella sua Castelnuovo.
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