Il Tirreno

Area inquinata. Indymedia parla della battaglia legale sulle richieste milionarie di risarcimento a seguito del danno ambientale

Enichem, su internet documenti riservati

Vedute dell’area ex Enichem ad Avenza in corso di bonifica
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Vedute dell’area ex Enichem ad Avenza in corso di bonifica

Assistita dall'avvocato Roppo la Syndial (gruppo Eni) che sta bonificando

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 CARRARA. Il mega contenzioso in sede civile per l'inquinamento dell'area ex Enichem di Avenza finisce nuovamente sul sito Indymedia che lo scorso anno aveva riportato la notizia che l'Eni aveva messo in campo un super avvocato: il prof. Vincenzo Roppo del Foro di Genova. A seguito del fatto che in passato il sito aveva pubblicato documenti provenienti dall'ufficio dell'avvocato, questi aveva presentato denuncia, e la procura di Genova aveva aperto un fascicolo.  Ora il sito, che viene paragonato a una sorta di "Wikileaks alla genovese", riporta una lettera che sarebbe stata inviata dall'ufficio dell'avvocato Roppo a una società e alla Syndial (gruppo Eni) che sta curando la bonifica del sito di Avenza dismesso dal 1984. Nel carteggio si fa riferimento a una vicenda peraltro già nota, in quanto il 12 gennaio prossimo a Genova la Corte di appello farà le sue "precisazioni alle conclusioni", in vista della sentanza sul contenzioso fra Comune e Syndial. In gioco c'è un risarcimento milionario. Nella vicenda entra anche il ministero dell'Ambiente in riferimento ai fatti del 1984 che portarono alla chiusura dello stabilimento. Secondo quanto riporta Indymedia, il ministero avrebbe chiesto un risarcimento di 93,3 milioni di euro, e il Comune di Carrara 235 milioni. Ma a quanto si sa, l'ente locale ne chiede 80.  Ricordiamo che il primo atto di citazione risale al 1988, quando il Comune chiese al tribunale di riconoscere la responsabilità dell'Enichem Agricoltura, per l'inquinamento del terreno e della falda idrica, conseguente alle produzioni industriali. Carrara insomma chiese un risarcimento danni. Si associarono nel procedimento, il ministero dell'ambiente, quello della protezione civile e Legambiente. Nel 1994 venne decisa la competenza del tribunale di Genova, che nel 2008 respinse le richieste del Comune, ritenendole infondate. Il Comune presentò ricorso contro quella sentenza.  I legali del Comune hanno argomentato il ricorso, richiamandosi a leggi, relativamente al "danno ambientale" e ripartendo dai fatti del 1984 che portarono alla chiusura dello stabilimento. Sostennero anche l'esistenza di un "danno patrimoniale" per mancati intrioti di Ici, Tarsu, oneri di urbanizzazione. Cosicché fu formulata una richiesta di risarcimento di 80 milioni di euro. Syndial contrappone le proprie ragioni, assistita dal professor Vincenzo Roppo.  Ricordiamo anche che Syndial sta eseguendo la bonifica, che dura da venti anni nell'area di 17 ettari (ex Rumianca, ex Enichem) dove c'era lo stabiliemtno chimico che venne chiuso nel 1984 dopo la fuoriuscita di fumi tossici da un impianto. Ora l'area è deserta, tutti gli edifici sono stati abbattuti e il suolo è stato bonificato. Il sottosuolo ancora no.  Ci sono state in questi ultimi anni innumerevoli prescrizioni del ministero dell'ambiente, Syndial ha preparato un nuovo progetto a fine dicembre, di disinquinamento, e intanto sta purificando la falda idrica.

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