La manifestazione
Il gip convalida il fermo e dispone la custodia cautelare in carcere per omicidio
«E' pentito di avere sparato»
Cinzia Carpita
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Antonio Silvestro che ha confessato di avere ucciso Andrea Giacomelli Il legale di Silvestro: un gesto disperato, si sentiva abbandonato
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CASTELNUOVO MAGRA. «Antonio Silvestro ha detto di essere pentito di quello che ha fatto, implicitamente chiede perdono. Si mette nei panni dei familiari della vittima. Ora è in carcere e il suo stato d'animo è di grande depressione per quanto successo. La sua mente sta ricostruendo l'enorme gravità della situazione. Lui è incensurato, il suo è stato un gesto disperato. Ha sparato in un momento di disperazione dovuto anche alla sua malattia. Si sentiva abbandonato». L'avvocato di fiducia di Antonio Silvestro, Raimondo Capasso, parla così del suo assistito, ma ancora non ha potuto visionare tutti gli atti. Sull'ex marito quarantenne di Rita Castaldo, si erano subito concentrati i sospetti dei carabinieri, dopo il delitto. La pista - sulla base della tracciabilità del telefonino cellulare e degli spostamenti della sua auto - era arrivata da Castelnuovo Magra ad Afragola in poche ore giovedì scorso. Mentre tutto un paese piangeva Andrea Giacomelli, Silvestro veniva interrogato dai carabinieri di Afragola e poi da quelli della Compagnia di Casoria, dove, incalzato dalle domande, era caduto in contraddizioni e poi aveva cominciato a confessare. «E' stato sottoposto a fermo il 30 dicembre verso la mezzanotte. - riepiloga l'avvocato Capasso - Il 31 è stato tradotto al carcere di Poggioreale e nella stessa mattinata interrogato dal pm. Stamattina (ieri per chi legge) il fermo è stato convalidato dal gip che ha disposto la custodia cauterlare in carcere. L'accusa è di omicidio e di violazione della legge sulle armi: la pistola non era denunciata. Lui aveva reso la sua confessione con dichiarazioni spontenee ai carabinieri (dove si era recato) e l'ha confermata al pm e poi al gip. Suppongo che sulla base di queste dichiarazioni e di accertamenti effettuati, si svilupperanno altre indagini della Procura della Spezia a cui saranno trasmessi gli atti». Secondo l'avvocato, Antonio Silvestro è in uno stato tale che ancora la sua mente non ha ricostruito tutto l'accaduto. «Lui è partito da Afragola il 29 dicembre. Ma sull'ipotesi della premeditazione al momento non ho elementi per esprimere valutazioni. Ha detto di essersi disfatto della pistola mentre era in viaggio». Cioè mentre si stava allontanando dal luogo del delitto avrebbe gettato via, e non si ricorderebbe dove, la calibro 38, i cui bossoli sono stati trovati dai carabinieri nel parcheggio dell'omicidio. Di certo, premeditazione o no, quei sette colpi contro Giacomelli (alle gambe, al torace, alla tempia) sono andati tutti a segno.
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