Attenzione
In consiglio. «Allunghiamo il contratto fino al 2022», Zubbani si ribella: irrituale
Quasi crisi su Apuafarma
L.B.-M.B.
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Il sindaco Angelo Zubbani e la sede di Apuafarma Sulla società di servizi tensione a mille fra Pd e sindaco
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CARRARA. Si è rischiata una clamorosa spaccatura tra maggioranza e sindaco in consiglio comunale. Al centro della polemica non la tanto discussa questione di Area Spa ma un'altra società partecipata, Apuafarma, particolarmente cara al Pd, che chiedeva (con il sostegno di Marchini di Rc e del socialista Conserva) un impegno forte dell'amministrazione a prolungare i contratti di servizio "almeno fino al 2022". La tensione è salita a mille quando Luca Barattini (Pd), a nome della commissione affari generali, ha illustrato la mozione, completata dalle firme degli altri Pd Giancarlo Ribolini e Gianluca Castagnini, di Piero Marchini di Rc e di Roberto Conserva del Psi. Una mozione, dal titolo "Migliorare i servizi alla persona, stabilizzare i precari, valorizzare Apuafarma attraverso il prolungamento dei contratti in essere" nella quale si ricordano i 1000 pasti forniti giornalmente, i 159 progetti socio-educativi, le politiche per la terza età, e i vari servizi svolti dalla società partecipata. E si chiede di «salvaguardare e valorizzare questi indispensabili servizi fruiti da un gran numero di famiglie, per garantire a quei lavoratori e a quelle lavoratrici una condizione di stabilità lavorativa», impegnando «l'Amministrazione ad adoperarsi fin da subito per arrivare quanto prima ad un prolungamento dei contratti di servizio in essere con Apuafarma nel rispetto delle normative almeno fino al 2022». Una mossa che spiazza il primo cittadino Angelo Zubbani, che subito ribatte duramente: «È irrituale e fuori luogo questa mozione». Palpabile l'imbarazzo fra i banchi della maggioranza, subito ci si è resi conto che portare avanti la mozione avrebbe provocato una frattura profonda con lo stesso sindaco, il quale intanto spiegava di aver ricevuto una lettera della direzione di Apuafarma solo lo scorso 17 dicembre, e che comunque non c'è alcuna fretta ad affrontare il tema visto che i contratti sono in scadenza, i primi, solo nel 2014. Dopo un veloce cenno d'intesa tra il primo firmatario, Luca Barattini, e il capogruppo del Pd Carlo Martini, quest'ultimo ha preso la parola ribadendo la necessità della mozione considerando la questione Apuafarma «non un tema sportivo in cui si tifa da una parte o dall'altra» ma un tema di larga condivisione. In sostanza il Partito Democratico ha mostrato di tenere particolarmente ai destini di una partecipata di cui esprime il presidente, Luigi Danesi e di cui indicherà anche il successore. Vista la tensione e l'imbarazzo, la Federazione della Sinistra e il Psi hanno chiesto la sospensione della seduta tra le polemiche della minoranza che chiedeva l'immediato voto. Dopo 40 minuti, è stato trovato un accordo. Ha prevalso la volontà di evitare uno scontro politico all'interno della maggioranza, dagli esiti imprevedibili, e la mozione è stata ritirata pur con una punta di polemica. «La mozione è stata ritirata - spiegano i firmatari e in particolare quelli del Pd - preso atto della dichiarazione dell'amministrazione con la quale si impegna a recepire lo spirito e il contenuto del documento presentato». La mozione è stata preparata come «un golpe», ha tuonato Simone Caffaz. Questo perché la mozione è stata firmata dalla commissione Affari istituzionali convocata "ad hoc" nel pomeriggio stesso, ma la minoranza era uscita quando è stata sottoscritta dai consiglieri di minoranza. «Ma non è stato un blitz - minimizza a posteriori Luca Barattini - Ne avevamo parlato in commissione tre-quattro volte della volontà di voler portare in consiglio comunale Apuafarma per dare garanzie sul futuro dei contratti di servizio. Alle 13,15 Martini ha consegnato il testo agli altri capigruppo: se poi non informano il sindaco... Sicuramente, l'assessore Andreazzoli sapeva le nostre intenzioni. Comunque, il risultato è stato ottenuto: le parole del sindaco ci rassicurano». CARRARA DUE VOLTE DENUCLEARIZZATA. È andato in votazione il documento sulla "denuclearizzazione" del territorio carrarese. Una delibera preparata dalla commissione ambiente: nei giorni scorsi da più parti, anche sul sito di ottopassi.splinder, si era fatto osservare che era forse superfluo ribadire un concetto già espresso nel 1987. Ma nella delibera della scorsa sera si sono inseriti nuovi elementi (non ospitare scorie, ad esempio). Una curiosità: l'ordine del giorno è stato votato anche da Silvia Vanelli del Pdl («perché dobbiamo puntare tutto sul turismo», spiega) oltre che dalla maggioranza. Quindi: 15 voti a favore, astenuti Iardella e Isoppi (Pri, maggioranza), e 4 contrari (Laquidara, Caffaz, Dell'Amico e Bruschi).
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