Il Tirreno

Atn, meno corse e biglietto più caro

Chiara Sillicani
<b>AUTOBUS.</b> Dalle 20 spengono i motori. Meno corse la domenica
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AUTOBUS. Dalle 20 spengono i motori. Meno corse la domenica

Mancano soldi: aumento del 10% e niente autobus dopo le 20,15

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 MASSA. È una reazione a catena: il Governo taglia le risorse alla Regione e Firenze, a sua volta, riduce i trasferimenti alle Province. E il primo a rimetterci è il trasporto pubblico locale. E, di conseguenza, i cittadini: biglietti più cari e corse ridotte. Unico modo, del resto, per non farla pagare ai lavoratori.  Per tirare avanti Atn ha bisogno di 10milioni di euro l'anno, di cui circa 9 milioni e 400mila arrivano dalla Regione. I restanti 600mila li sborsano Comuni e Provincia. Bene, adesso Firenze taglia perché ha meno soldi in cassa e non si tratta di spiccioli. Nel bilancio regionale si precisa a chiare lettere che i trasferimenti al trasporto pubblico locale si ridurranno del 13%. Tradotto: meno un milione circa per Atn.  E - unica notizia positiva - all'ombra delle Apuane una fortuna ce l'abbiamo: il contratto tra gli enti e l'azienda di trasporto c'è e durerà fino al 2013. Se non ci fosse stato - come è accaduto in altri territori - allora davvero i prezzi, dovendosi affidare alla trattativa privata, sarebbero lievitati. Anche dalle nostre parti, però, c'è poco di cui stare allegri.  La Provincia ha messo un punto fisso: tutelare posti di lavoro, evitare nuovi disoccupati. Quindi, per far quadrare il cerchio, il pensiero è andato al biglietto. Quello urbano aumenterà del 20% (da 1 euro ad 1,20). Gli incrementi saranno, invece, più blandi ti sugli abbonamenti mensili per entrambe le tratte (urbane ed extraurbane). Insomma, facendo una media, gli aumenti saranno contenuti entro il 10%. «Abbiamo cercato di tutelare le fasce più deboli - ha spiegato Sara Vatteroni, assessore provinciale ai trasporti - e quindi chi viaggia frequentemente, rispetto a chi acquista un biglietto solo occasionalmente». Ma gli aumenti, se unica misura in campo, non avrebbero in alcun modo garantito la copertura. Era indispensabile recuperare altri soldi. Che rimaneva, se non la riduzione delle corse? Così se adesso è possibile viaggiare in autobus fino alle 10 della sera, dal 17 gennaio, quando partirà il nuovo orario, dopo le 8 e un quarto, gli autobus spegneranno i motori per riaccenderli solo la mattina dopo. Riduzioni delle corse anche la domenica.  La frequenza della corse a Carrara passerà da 12 a 15 minuti, dai 20 ai 30 a Massa e dai 30 ai 60 nella tratta tra le due città. Salvi, invece, il trasporto scolastico e i collegamenti con la Lunigiana. Con un impegno, però: «razionalizzare le corse con scarsa e scarsissima utenza». Complessivamente sono stati tagliati 400mila chilometri, il 10% di quanto gli autobus Atn percorrono ogni anno.  Insomma, il messaggio è chiaro: i trasferimenti si riducono e non di poco e i servizi devono necessariamente essere rivisti. Per evitare che la mancanza di denaro si traduca - per dirla con freddezza - in licenziamenti. Così a rimetterci - nonostante gli sforzi della Provincia - sono i soggetti più deboli, quelli "costretti" ad utilizzare l'autobus ogni giorno.

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