Il dolore
Asl, prime prove di accorpamento
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SINDACALISTA. Claudio Salvadori La Uil: in oculistica ricoverati i pazienti operati nel reparto di otorino
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MASSA. L'argomento sanità è ormai all'ordine del giorno. Sulla riorganizzazione dei servizi sono puntati tutti gli occhi: quelli degli utenti, quelli di chi in azienda lavora e, comprensibilmente, quelli dei sindacati. Così la Uil torna a sottolineare che non «possono essere assunte decisioni non condivise». E si riferisce ad un trasferimento di pazienti deciso ieri, dal reparto di otorino a quello di oculistica, all'ospedale di Carrara. Ma il timore è che decisioni del genere possano diventare normalità, anche per altri reparti. Insomma, che si tratti di un primo passo, definitivo, verso gli accorpamenti. A raccontare quanto accaduto è Claudio Salvadori, sindacista Uil, appunto. «Abbiamo saputo - riferisce - che i pazienti operati nel reparto di otorino sarebbero stati trasferiti in quello di oculistica e così è stato - conferma nel tardo pomeriggio - ma nessuno è stato avvisato». Insomma, se è ammissibile - secondo Salvadori - che in caso di urgenza i pazienti siano ospitati in reparti diversi da quello in cui sono stati operati, altra cosa è non coinvolgere gli operatori sanitari. «Ogni reparto - ribadisce - ha le sue specialità, credo che sarebbe stato necessario un tavolo tecnico con i rappresentanti di infermieri e operatori». Tavolo necessario - secondo Salvadori - anche per definire modalità d'azione e trasferimento del materiale dal reparto di otorino a quello di oculistica. L'idea è chiara: pazienti di reparti diversi si trattano in modo diverso, con strumenti differenti. Ecco quindi la necessità di un incontro. «Anche se fossimo di fronte ad una soluzione provvisoria, un accorpamento (ecco la parola clou ndr) momentaneo - prosegue - non vedo perchè non debbano essere coinvolte nella decisione tutte le parti in causa». Non solo, secondo Salvadori il trasferimento dei pazienti non garantirebbe alcun risparmio - sempre che il motivo economico sia quello che lo ha determinato -: «Il reperibile di oculistica e gli infermieri in corsia, di notte, non se la sentono di occuparsi di un paziente di otorino che richiede una differente modalità di cura». Quindi? «Il reparto di oculistica conterà anche sul reperibile e sull'infermiere di otorino. Dov'è il risparmio?». La Uil, però, prima di alzare la voce e puntare il dito, si riserva di valutare con attenzione l'accaduto. «È importante comprendere le motivazioni che hanno spinto al trasferimento». È chiaro che il timore è che quello spostamento faccia da apripistra ad un vero e proprio accorpamento e che chi lavora in corsia "subisca" decisioni dall'alto. Oggi il sindacato si riunisce per valutare l'accaduto. Nella speranza di avere, in tempi brevi, un appuntamento con la commissaria per capire le prossime mosse dell'azienda. C.S.
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