Il Tirreno

Emergenza sanità. Incontro interlocutorio nella sede Asl tra il commissario e gli amministratori lunigianesi

Summit ospedale, tutto rinviato

Barbara Monaco
Il vertice nella sede Asl tra il commissario De Lauretis e gli amministratori pontremolesi sotto il reparto maternità del Sant’Antonio Abate
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Il vertice nella sede Asl tra il commissario De Lauretis e gli amministratori pontremolesi sotto il reparto maternità del Sant’Antonio Abate

Il futuro del Sant'Antonio Abate si giocherà il 10 gennaio nel vertice dei sindaci

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 PONTREMOLI. Mobilitazione ieri mattina di tutta la classe politica pontremolese per l'incontro con il numero uno dell'Asl, Maria Teresa De Lauretis. Il futuro dell'ospedale Sant'Antonio Abate e del punto nascita è infatti a rischio: mentre la politica e molti medici ritengono questo un polo strategico, non solo per la Lunigiana ma per tutta la provincia.  Nel corso dell'incontro interlocutorio avvenuto nella sede Asl di Carrara, il super commissario Maria Tersa De Lauretis sembrava purtroppo lasciare scarse speranze per la sopravvivenza di questo servizio.  Più di un'ora di colloquio a porte chiuse quindi tra il commissario e il consiglio comunale pontremolese, compresi il sindaco Franco Gussoni e il presidente della Comunità montana, Paolo Bissoli che a fine incontro ha dichiarato: «L'ospedale di Pontremoli è strategico per tutto il territorio della Lunigiana ma probabilmente anche per un'area più vasta».  Alle parole di Bissoli fa eco il capogruppo di Futuro e Libertà, Francesco Mazzoni, che per primo tenne a sottolineare la gravità della soppressione del punto nascita: «Noi proponiamo di ribaltare quella che è la logica proposta dai vertici aziendali - ha affermato - che va nella direzione della chiusura, proponendo il punto nascita di Pontremoli come polo capace di attrarre anche rispetto ai territori limitrofi».  E Mazzoni si riferisce anche alla chiusura della maternità di Sarzana: «In questo senso sappiamo che quella pontremolese ha enormi potenzialità e che lì si concentrano eccellenze e un servizio di qualità, contrariamente a quanto si è detto negli ultimi tempi».  Importante allora sarebbe continuare nella difesa del punto nascite così come sta avvenendo, al di là di logiche partitiche, come sottolinea anche il capogruppo del Pdl, Iacopo Ferri, pur sostenendo che l'impressione avuta dal colloquio appena conclusosi lasci pochi margini di speranza: «Non mi sembra che ci sia una forte volontà di ragionare meglio sui temi che stiamo portando avanti. La dottoressa De Lauretis è stata estremamente franca e non ha celato le difficoltà che comunque l'azienda sanitaria sta affrontando a fronte del grosso ammanco lasciato dalla dirigenza dimissionaria».  Al di là di ogni timore comunque, la partita sembra si giocherà il 10 gennaio, data in cui si svolgerà la conferenza dei sindaci: «E proprio il ruolo che dovrà attenere alla politica risulterà fondamentale per indicare linee guida che permettano di salvare i servizi più importanti per il territorio», aggiunge Ferri.  E ciò riguarderà senza dubbio tutta la vicenda della Asl apuana; al momento, al di là dei propositi e delle volontà politiche poche le certezze espresse dal commissario, se non la necessità di attendere il conferimento dei documenti elaborati. A margine, la De Lauretis ha inoltre dichiarato che il suo incarico sarà prorogato: per conoscere il nome del nuovo direttore generale, si dovrà insomma attendere almeno ancora tutto il mese di gennaio, seppur il bilancio 2009 pare sia ormai in fase di conclusione. Ma quanto preoccupa tale proroga? «Non c'è ancora una decisione presa quindi non è detto che il commissario non possa restare ancora più avanti ed assumere un ruolo diverso dai limiti che fino a oggi il mandato del presidente Rossi le imponeva - puntualizza Bissoli che aggiunge - il motivo vero di preoccupazione sono i tagli alla spesa e quindi la necessità di riorganizzare come lo stesso commissario ci ha spiegato. Noi ribadiamo però che ci sono servizi che, al di là di questo, non possono essere compressi più di tanto e che quindi i tagli devono essere operati altrove».

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