Sicurezza
LA VITTIMA
Il coraggio dopo 15 giorni di angherie
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MASSA. È stata una vera e propria escalation di stampo mafioso quella subita dal tossicodipendente. In quindici giorni è stato letteralmente tartassato dalla banda di spacciatori. Prima gli hanno dannegiato l'auto, poi la vettura ha preso fuoco. Non poteva nascondere l'origine dolosa del fatto perché i pompieri si sono accorti che le fiamme erano state appiccate da qualcuno. E così ha presentato denuncia in questura. Infine il raid in casa terminato con il pestaggio. Botte a lui e botte alla fidanzata. La coppia ha passato davvero una brutta mezz'ora. Senza che nessuno facesse nulla per soccorrerli. I condomini, una decina almeno, non si sono accorti del trambusto e non hanno neppure sentito le urla. Forse le televisoni, quasi tutte accese in quel momento, hanno coperto le grida oppure i vicini hanno pensato bene a farsi gli affari propri. Una spedizione punitiva organizzata da banda incallita. Da gente senza scrupoli che per costringere una persona a onorare un debito non ci ha pensato su un momento. I quattro sono entrati in azione senza preoccuparsi di esser visti, senza preoccuparsi di essere presi. Hanno agito in un'ora di punta, quando le famiglie sono a tavola per la cena. Credevano nella loro impunità e hanno sbagliato perché a Massa non potevano nascondersi dietro l'omertà della gente. La stessa vittima ha collaborato con le forze dell'ordine. Un segnale che in questura hanno salutato con un sorriso.
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