La protesta
Graziella, emigrante forzata causa frana
Fabrizio Palagi
Abitava alla Serra e dal 22 novembre è ospite di un'amica di Pistoia
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CAPRIGLIOLA. «Dallo scorso 22 novembre sono costretta a vivere molto lontano dalla mia casa, dato che una frana ha praticamente isolato alcune abitazioni nella zona collinare della Serra. Ho potuto portare con me soltanto una valigia con pochi effetti personali, dopo aver trovato ospitalità presso una mia amica che risiede a Pistoia. Quello che più mi fa rabbia è il fatto che l'amministrazione comunale sembra essersi praticamente dimenticata delle famiglie sfollate dalla Serra». Amaro sfogo da parte di Graziella Belloni, residente da 15 anni nella parte alta della collina di Caprigliola, in una villetta che attualmente è tagliata fuori dal resto del mondo a causa della maxi frana che ha inghiottito la strada sterrata che, da località L'acchiappasogni, scende lungo la costa, passando a lato di alcune case. Graziella Belloni, ex proprietaria della Locanda del Castellano, fino allo scorso 22 novembre viveva in una villetta assieme a un'amica. Da quel giorno, le loro strade si sono però divise. «La mia amica è stata, si fa per dire, più fortunata - racconta la donna - dato che aveva parcheggiato il suo furgone poco prima del punto in cui la strada è franata; così può spostarsi e continaure il suo lavoro, dopo aver trovato ospitalità da alcuni conoscenti che abitano poco distanti. Io, invece, avevo lasciato la mia auto proprio sotto casa: la conseguenza è quella che la mia amica ha poi potuto usare il suo mezzo, mentre io, senza casa e auto, sono stata costretta a emigrare, è il caso di dirlo, nell'abitazione di una conoscente che abita a Pistoia. Ho potuto raccogliere soltanto pochi effetti personali, poi messi in una valigia che sono riuscita a lanciare oltre la frana, prima che la voragine inghiottisse la stradina sterrata che, dal borgo di Caprigliola, si inerpica nei bischi sovrastanti. So che attualmente ci sono 8 persone fuori casa tra quelle che abitano in quella zona: oltre a me e alla mia amica, sono stati fatti sloggiare una coppia di anziani coniugi e una famiglia di 4 persone tra cui due ragazzine. Accanto a noi ci sono altre due case, però abitate saltuariamente una famiglia irlandese e da una della Lombardia. Mi chiedo quando potrò tornare a casa - conclude Graziella Belloni - visto che, per accontentarmi, basterebbe che il Comune allargasse un po' un sentiero sterrato che passa nei pressi della mia abitazione. Spero che qualcuno pensi anche a me».
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