Il dolore
Sono padre e figlio e hanno una lunga lista di precedenti. È caccia ad altri due complici
Debito per droga, pestato in casa
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La polizia ha indagato sul pestaggio del tossicodipendente: in basso il capo della Mobile Corcione e la sua vice Moretti Arrestati due uomini che hanno mandato all'ospedale un tossicodipendente
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MASSA. Volevano che saldasse il suo debito di cinquemila euro, soldi che servivano per pagare l'eroina che aveva acquistato dalla banda promettendo che avrebbe saldato tutto al più presto. Prima lo hanno avvertito, poi gli hanno bruciato l'auto e infine con un raid punitivo lo hanno pestato a sangue mandandolo all'ospedale. Con l'accusa di tentata estorsione sono finiti in cella un padre e il figlio. Il doppio arresto è arrivato dopo un paio di giorni di indagini della squadra Mobile. Ad avvertire gli uomini di Antonio Dulvi Corcione erano stati i medici del pronto soccorso che si sono visti arrivare, una sera poco prima di Natale, un trentenne ridotto davvero male. Costole rotto e anche diversi lividi nel volto e un paio di denti rotti. Non poteva essere un incidente e così i poliziotti lo hanno interrogato per capire cosa era successo. Lui - la questura non ha voluto fornire né l'identità degli arrestati e neppure quella della vittima - per qualche attimo ha fatto finta di non conoscere i suoi aggressori, poi però si è deciso a raccontare tutto. Sembrava una scena di un film stile Romanzo criminale quello raccontata dal tossicodipendente. Pochi minuti prima della cena ha sentito suonare alla porta di casa. Nell'appartamento, in un condominio, c'erano lui e la sua compagna. È andata la ragazza ad aprire e si è trovata di fronte quattro energumeni con il volto parzialmente travisato. Sono entrati di forza, spingendola via come un fuscello. Si sono avventati sul fidanzato a calci e pugni urlando come dei forsennati: «Ridacci i nostri soldi». Il poveretto è finito per terra ma i suoi aggressori invece di fermarsi si sono accaniti ancora di più perché ha detto di non avere i cinquemila euro. La ragazza ha provato a mettersi in mezzo per fermare il pestaggio, invece si è presa quattro schiaffi ed è finita all'ospedale con il suo compagno. Non è stato facile per Corcione e i suoi uomini riuscire a conquistare la fiducia del tossicodipendente. Ma piano piano quelli della Mobile sono riusciti a carpire alcune notizie che si sono rivelate utili per dare il via alle ricerche. In più è arrivata anche la collaborazione della vittima che ha permesso di avere un identikit di un paio degli aggressori e alcuni elementi utili per la loro individiazione. E così si è arrivati al padre, un sessantenne con precedenti penali (ha scontato dieci anni di carcere perché coinvolto in un fatto di camorra), e al figlio, un trentenne. Appena hanno visto le forze dell'ordine i due non hanno fatto resiostenza e si sono lasciati amanettare. Dei due complici che hanno partecipato al pestaggio invece ancora nessuna notizia. La Mobile però li sta cercando anche oltre regione perché il sospetto è che abbiano lasciato la città. Padre e figlio per ora si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, il giudice per le indagini preliminari Laghezza però ha convalidato la richiesta di custodia cautelare del pm Bertoni in carcere nel penitenziario di via Pellegrini.
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