Proteste
Stangata da 68mila euro per il Comune
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Il palazzo comunale e una seduta del consiglio comunale3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Un'altra tegola sul bilancio: il Comune è stato condannato a pagare una penale di 68mila euro, avendo perso in appello la causa con la Fratelli Ragionieri srl. Per la Corte di Genova che lo scorso ottobre ha ribaltato la sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Massa nel 2007, ha ragione la ditta che fece lavori di ristrutturazione nell'ex scuola Rosselli. Nel 1997, all'epoca dei lavori, nacque il contenzioso di natura economica, il cui epilogo passa oggi in consiglio comunale per il pagamento della somma, come debito fuori bilancio.
La storia, parte dal 1997, con i lavori appaltati dal Comune per interventi relativi alle barriere architettoniche e ai dispositivi antincendio nell'ex scuola Rosselli. Al saldo finale, il Comune aveva trattenuto una cifra come penale ritenendo che ci fosse stata una ritardata consegna dei lavori finiti da parte della ditta. Che fece causa sostenendo, invece, che il ritardo era addebitabile ai tempi di consegna dei lavori da parte del Comune. Nel 2007 la sentenza di primo grado fu favorevole al Comune, la la ditta Fratelli ragionieri srl interpose appello. Che è stato vinto dalla ditta. La penale iniziale era di circa trentamila euro, ma con interessi, rivalutazioni e spese legali, si arriva a quasi 70mila euro. L'amministrazione ha deciso di non proseguire l'azione legale (c'è peraltro un concordato aperto fra le parti), e di portare in consiglio comunale il «riconoscimento della legittimità del debito derivante da sentenza esecutiva». Per cui il consiglio dovrà approvare il debito fuori bilancio.
Sull'argomento, c'è un'interpellanza del consigliere comunale del Pdl, Lanmarco Laquidara che si rivolge al sindaco e all'assessore ai lavori pubblici Nannini: «Mentre il consiglio comunale si appresta a votare un debito fuori bilancio derivante da un contenzioso relativo ad una penale applicata ad una ditta», «tale tematica si ripropone alla città in tutta la sua urgenza». «E' arcinoto - dice Laquidara - infatti che Carrara sia conosciuta in tutto il mondo come città dei lavori infiniti, luogo in cui ci vogliono mesi per eseguire quelli che potrebbero essere completati in una settimana e anni per quelli che potrebbero essere conclusi in pochi mesi, per non parlare poi di casi inqualificabili come quelli relativi al Marble Hotel o al complesso della ex Montecatini. Ma solo per fare qualche altro esempio che si dovrebbe dire di Piazza d'armi, di Piazza Battisti o di molte rotonde? Pochi giorni fa siamo stati informati che "l'Aurelia resta senza ponte. Via libera all'abbattimento". Tutto sarebbe pronto quindi per l'abbattimento e la ricostruzione del ponte sul torrente Carrione della statale Aurelia. La stampa ci ha informato che la competenza e i costi dell'intervento sarebbero dell'Anas e che la durata dell'intervento dovrebbe essere di almeno otto mesi-un anno». Il consigliere del Pdl, Laquidara, sostiene che, considerati i disagi che comporterà l'interruzione del transito sull'Aurelia, «con conseguenze davvero pesanti», chiede «se si siano prese in considerazione le esperienze del passato e si sia o meno previsto di inserire in modo del tutto chiaro e indiscutibile, a prova di qualsiasi ricorso legale, l'inserimento di una pesantissima penale da pagare da parte della ditta esecutrice in caso di ritardo dei lavori, al fine di non trasformare l'inevitabile disagio in un calvario infinito per il traffico cittadino, e se si abbia o meno intenzione di prendere provvedimenti seri per affrontare questa problematica in tutti i lavori pubblici che saranno eseguiti da oggi in poi».
La storia, parte dal 1997, con i lavori appaltati dal Comune per interventi relativi alle barriere architettoniche e ai dispositivi antincendio nell'ex scuola Rosselli. Al saldo finale, il Comune aveva trattenuto una cifra come penale ritenendo che ci fosse stata una ritardata consegna dei lavori finiti da parte della ditta. Che fece causa sostenendo, invece, che il ritardo era addebitabile ai tempi di consegna dei lavori da parte del Comune. Nel 2007 la sentenza di primo grado fu favorevole al Comune, la la ditta Fratelli ragionieri srl interpose appello. Che è stato vinto dalla ditta. La penale iniziale era di circa trentamila euro, ma con interessi, rivalutazioni e spese legali, si arriva a quasi 70mila euro. L'amministrazione ha deciso di non proseguire l'azione legale (c'è peraltro un concordato aperto fra le parti), e di portare in consiglio comunale il «riconoscimento della legittimità del debito derivante da sentenza esecutiva». Per cui il consiglio dovrà approvare il debito fuori bilancio.
Sull'argomento, c'è un'interpellanza del consigliere comunale del Pdl, Lanmarco Laquidara che si rivolge al sindaco e all'assessore ai lavori pubblici Nannini: «Mentre il consiglio comunale si appresta a votare un debito fuori bilancio derivante da un contenzioso relativo ad una penale applicata ad una ditta», «tale tematica si ripropone alla città in tutta la sua urgenza». «E' arcinoto - dice Laquidara - infatti che Carrara sia conosciuta in tutto il mondo come città dei lavori infiniti, luogo in cui ci vogliono mesi per eseguire quelli che potrebbero essere completati in una settimana e anni per quelli che potrebbero essere conclusi in pochi mesi, per non parlare poi di casi inqualificabili come quelli relativi al Marble Hotel o al complesso della ex Montecatini. Ma solo per fare qualche altro esempio che si dovrebbe dire di Piazza d'armi, di Piazza Battisti o di molte rotonde? Pochi giorni fa siamo stati informati che "l'Aurelia resta senza ponte. Via libera all'abbattimento". Tutto sarebbe pronto quindi per l'abbattimento e la ricostruzione del ponte sul torrente Carrione della statale Aurelia. La stampa ci ha informato che la competenza e i costi dell'intervento sarebbero dell'Anas e che la durata dell'intervento dovrebbe essere di almeno otto mesi-un anno». Il consigliere del Pdl, Laquidara, sostiene che, considerati i disagi che comporterà l'interruzione del transito sull'Aurelia, «con conseguenze davvero pesanti», chiede «se si siano prese in considerazione le esperienze del passato e si sia o meno previsto di inserire in modo del tutto chiaro e indiscutibile, a prova di qualsiasi ricorso legale, l'inserimento di una pesantissima penale da pagare da parte della ditta esecutrice in caso di ritardo dei lavori, al fine di non trasformare l'inevitabile disagio in un calvario infinito per il traffico cittadino, e se si abbia o meno intenzione di prendere provvedimenti seri per affrontare questa problematica in tutti i lavori pubblici che saranno eseguiti da oggi in poi».
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