Il Tirreno

«Chiediamo aiuto da dieci anni»

Serena Bongiorni
Il camposanto di Forno
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Il camposanto di Forno

Riesumate le salme: scoppia la rabbia degli abitanti di Forno

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 MASSA. In tanti si ritrovano davanti al cancello chiuso del cimitero di Forno, dopo la frana della vigilia che ha portato via parte del muro di contenimento, trascinando con sé diverse tombe. «La situazione è critica da più di dieci anni ma non sono mai stati fatti interventi risolutivi. Adesso vogliamo sapere cosa ne sarà delle salme». Gli abitanti di Forno sono indignati e preoccupati. Si fermano davanti al cancello chiuso con il lucchetto e raccontano la loro versione. «Sono anni che mandiamo segnalazioni al Comune, la situazione è sempre stata critica - chiosa Giovanna Santi, giovane segretaria del Pd -, ma adesso pretendiamo delle risposte e degli interventi definitivi». Santi racconta che già un anno fa era stato eseguito un intervento tampone con l'ausilio di blocchi di cemento, ma a quanto pare non è stato sufficiente. «Siamo consapevoli dell'eccezionalità delle precipitazioni di quest'anno e della precarietà del terreno - prosegue Santi -, ma le tombe sono infossate da anni e da anni ci promettono lavori di ampliamento e messa in sicurezza del territorio che poi puntualmente non vengono eseguiti. Con conseguenze come questa». Date le premesse, per far fronte ad un tale disastro, l'unica soluzione è quella di riesumare una prima fila di salme (una trentina in tutto, come fa sapere l'assessore Gabriella Gabrielli) che si trovano nella zona che è franata e sistemarle provvisoriamente da un'altra parte, per poi riportarle a Forno una volta ampliato e sistemato il terreno. «Questo sarà uno dei problemi principali - interviene di nuovo Santi - tanta gente non vuole spostare i propri cari oppure non li vuole cremare».  Non vogliono spostare la defunta zia Eufemia Michelucci e il marito ad esempio, che sperano di poterla lasciare «dove è sempre stata, vicino agli altri cari». E una giovane donna non vuole spostare il padre, seppellito poco meno di un anno fa proprio nella zona che è franata. È troppo presto e davvero la ragazza non si aspettava che le crollasse di nuovo tutto in testa. «Quando l'abbiamo seppellito mi hanno assicurato che quella zona era fuori pericolo, e invece guardate cosa è successo - racconta la donna mentre si allontana con il passeggino - mio babbo non voleva essere cremato e la nostra famiglia vuole rispettare la sua volontà. Cosa dobbiamo fare?». Un paio di signore si avvicinano con dei fiori ma i cancelli d'ingresso sono chiusi. Una di loro non si fa vedere e scavalca il muro più a nord con l'aiuto di una scala: «Volevo portare i fiori a mio marito che sta in un loculo insieme al fratello - confessa la donna mentre risale - è bene che inizino a lavorare in fretta perché il cimitero dovrebbe essere riaperto, non si scherza con la dignità dei morti».

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