Il Tirreno

Emergenza frane. Sopralluogo dell’Anas sulla via delle Lame con la promessa della riapertura a senso alternato entro fine settimana

«Chiederemo rimborsi ad Autocisa»

Gianluca Uberti
La fila di mezzi al casello autostradale di Aulla
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La fila di mezzi al casello autostradale di Aulla

Il sindaco Simoncini invita gli utenti a conservare le ricevute dei pedaggi

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 AULLA. Code al casello autostradale, quasi come nei giorni festivi o in quelli dei fine settimana d'estate: malgrado la stagione, ieri la fila di mezzi c'era eccome: a provocarla, la chiusura della statale 62 della Cisa (da Caprigliola ad Aulla), avvenuta l'antivigilia di Natale, con almeno nove frane causate dalla bomba d'acqua (120 millimetri in quattro ore) che si è abbattuta su Aulla.  C'è anche da dire che il territorio è stato martoriato da uno degli autunni più piovosi degli ultimi anni, con il risultato che la Lunigiana è praticamente isolata dalle zone di costa, raggiungibili soltanto percorrendo l'Autocamionale della Cisa e sborsando 2,10 euro da e per La Spezia e 1,70 euro da e per Sarzana.  Una situazione sicuramente gradita alle casse di AutoCisa, un po' meno ai tanti pendolari che escono da Aulla per motivi di lavoro e ai cittadini delle frazioni di Albiano Magra e Caprigliola, i quali, se vogliono raggiungere Aulla, devono fare alcuni chilometri all'indietro e imboccare l'autostrada al casello Santo Stefano-Spezia. Uno stato delle cose che abbiamo tentato di "fotografare" recandoci al casello autostradale di Aulla per cercare di scambiare due battute con gli automobilisti in uscita.  Cosa non possibile dato che i casellanti hanno avvertito che solo la direzione di Autocisa poteva concedere tale autorizzazione. Quindi niente interviste al casello.  Fortunatamente nei vicini bar non occorrono autorizzazioni e al Bar Mario 2, il primo che si incontra dal casello in direzione del centro città, uno degli avventori, Francesco Fabbri, in procinto di entrare in autostrada, è stato molto critico nei confronti degli amministratori locali per la situazione che si è creata: «Una cosa è certa: mi farò rilasciare al casello la ricevuta del transito, le terrò tutte e poi qualcuno me le dovrà rimborsare. È una questione di principio innanzitutto e invito tutti a fare altrettanto».  Sopralluogo Anas. Ieri mattina i tecnici hanno visionato la situazione frane sulla via delle Lame, assieme al sindaco Roberto Simoncini che, in attinenza all'aria che si respira in città, invita gli utenti dell'autostrada a fare attenzione alle ricevute dei pedaggi: «In attesa che il prefetto intervenga in merito, la mia esortazione è di conservare le ricevute che attestano l'avvenuto transito al casello».  Niente di sicuro però, viste anche altre simili esperienze in un recente passato. Quindi, tutti sperano in una celere riapertura della statale 62 della Cisa e su questo Simoncini assicura che si tratta di attendere soltanto pochi giorni, poiché «entro venerdì 31 dicembre dovrebbe essere possibile transitare a senso unico alternato con l'ausilio di un semaforo e di movieri nelle ore più trafficate».  Nuove frane. Ancora problemi nelle frazioni collinari di Caprigliola e in quelle lungo la via Cisa: smottamenti segnalati alla Serra, via del Monte a Calamazza.  Famiglie evacuate. Il sindaco Simoncini comunica che al quartiere della Ragnaia di Aulla sono state allontanate dalle rispettive case tre famiglie, il cui rientro dovrebbe però avvenire a breve termine.  Restano ancora fuori casa le 18 persone sfollate da Albiano Magra e la Serra di Caprigliola.  Qui Podenzana. Ma se Aulla piange, Podenzana non ride. Infatti, il sindaco Riccardo Varese lamenta la presenza di ben 6 frane importanti nelle località di Serracanda, Segalaro, Casalina, Prato, Castello e Bolignola: «In tutto abbiamo stimato - aggiunge il primo cittadino di Podenzana - in un milione di euro la somma dei danni che ci hanno colpito e bisogna che qualcuno faccia qualcosa, che la Protezione civile, la Regione e la Provincia ci aiutino. Da parte mia - conclude Varese - emetterò un'ordinanza per imporre la pulizia di fossi e canali e il taglio delle piante».

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