Il Tirreno

La rivolta contro l'autostrada

Fabrizio Palagi
Via chiusa ad Aulla, frana sulla Cisa
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Via chiusa ad Aulla, frana sulla Cisa

La Statale è chiusa per frane: residenti costretti a usare e pagare l'A15

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 AULLA. Nuova emergenza viabilità per Lunigiana, praticamente isolata dalle zone di costa, raggiungibili soltanto con l'ausilio dell'autostrada. La chiusura della statale 62 della Cisa (da Caprigliola ad Aulla), nell'antivigilia di Natale colpita a ripetizione da frane e smottamenti, ha causato l'ennesimo black-out viario per un comprensorio già disagiato per quanto concerne gli spostamenti.  Da stamani, infatti, i molti pendolari che, per motivi di lavoro, devono raggiungere Spezia, Carrara o Massa, sono costretti a percorrere l'A15, unica arteria rimasta percorribile dopo il forzato stop imposto alla via della Cisa e ad alcune strade alternative, anch'esse flagellate dalle frane, come per esempio accaduto sulla via di Marciaso, un cui lungo tratto è letteralmente scivolato a valle a causa del cedimento del manto stradale, come riferiamo a parte.  Il sindaco di Aulla, Roberto Simoncini, fa il primo drammatico punto: «La via Cisa è stata colpita da almeno 9 movimenti franosi e quindi il tratto da Caprigliola alle porte della città è interdetto al traffico: si tratta di pochi ma vitali chilometri, dato che adesso non resta altro che la Parma-Mare per raggiungere la costa. Nella mattinata di domani (oggi per chi legge ndr) è previsto un sopralluogo da parte dei tecnici dell'Anas, dato che l'arteria è di competenza statale, poi si vedrà. Il problema maggiore, ritengo, è rappresentato non tanto da terra, massi e alberi caduti sulla strada, bensì dal materiale sovrastante la via della Cisa che, se non messo in sicurezza, di certo precipiterà sulla già martoriata strada».  A questo punto si ripropone una vecchia piaga per quanto concerne i pendolari della Lunigiana: il salasso economico causato dal forzato (e spesso prolungato) uso dell'autostrada, unica via di collegamento con la costa. Il tragitto Aulla-Spezia costa 2,10 euro e 1,60 quello Aulla-Sarzana.  «È vero - dice Simoncini - purtroppo gli automobilisti dovranno sbosare un bel po' di soldi prima di tornare a usare la via delle Lame, peraltro come accaduto in passato ogni volta che tale arteria resta bloccata».  Obbligo, a questo punto, interpellare l'Autocamionale della Cisa spa, meglio nota come Parma-Mare.  Il villafranchese Oscar Romiti, membro del consiglio di amministrazione della società, così replica: «La nostra società non resterà certo insensibile di fronte a tale emergenza, a patto che gli amministratori dei Comuni interessati le inviino al più presto i rapporti sulla situazione e le conseguenti dettagliate richieste sulla riduzione dei pedaggi. Certe volte è accaduto - conclude il consigliere comunale di opposizione, nonchè braccio destro di Lucio Barani - che, almeno ufficialmente, la società non sia stata subito messa al corrente della situazione».

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