Il Tirreno

Frana a Forno, riesumate le salme

Chiara Sillicani
<b>I PROBLEMI DELLA MONTAGNA.</b> Le tombe trascinate dal fango E, a destra, via Bassa Tambura poco prima di Canevara
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I PROBLEMI DELLA MONTAGNA. Le tombe trascinate dal fango E, a destra, via Bassa Tambura poco prima di Canevara

Troppa acqua: cede il muro del cimitero e si porta dietro le tombe

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 MASSA. La pioggia non dà tregua. Cade incessante anche la vigilia e il giorno di Natale, si porta via i versanti. Ferisce ancora il territorio e la dignità di chi lo abita. Così a Forno il paese assiste inerme al cimitero che se ne va: il muro di contenimento non ce la fa più a reggere, il monte cede e scivola verso valle. E nella sua corsa trascina le tombe, sigillo di storie e ricordi familiari.  Stamani le prime riesumazioni. E il dolore più grande, per chi in quel cimitero ha sepolto una persona cara, arriverà oggi. Per mettere in sicurezza l'area, sarà necessario riesumare alcune salme. L'assessore alla protezione civile, Loreno Vivoli, che a Forno è nato, ha fatto il possibile per evitarlo. Ma non c'è alternativa: una prima fila di tombe deve essere rimossa per ripristinare il versante ceduto. Adesso il vero problema è capire come avverrà la riesumazione e dove saranno collocate le salme in attesa dei lavori.  Da anni alle prese con le frane. Per il cimitero di Forno i problemi, purtroppo, non sono una novità. «L'area - spiega l'assessore competente Gabriella Gabrielli - insiste su una paleofrana, la criticità della zona è nota, tanto che nel piano di investimenti è previsto un intervento». E, infatti, i lavori stavano iniziando. Poi venerdì mattina, giorno della vigilia, chi ha raggiunto il cimitero, che accoglie 500 salme, si è reso conto che il muro di contenimento non ce l'avrebbe fatta. È quindi scattato l'allarme. Tanto che sul posto è arrivato anche il sindaco per un sopralluogo. L'area è stata chiusa immediatamente e stamani cominceranno i lavori di ripristino. La causa? «Un continuo passaggio d'acqua - sintetizza Loreno Vivoli - che con il tempo ha causato l'affossamento delle tombe e ha incrinato il terreno». Il primo intervento, la mattina del 24, ha visto impegnati i tecnici nella messa in sicurezza. Abbiamo verificato - puntualizza l'assessora Gabrielli - che fosse garantita la sicurezza e da domani (leggi oggi ndr) inizieranno i lavori. La polizia mortuaria e il personale amministrativo faranno tutte le valutazioni del caso perché siano rispettate le normative cimiteriali».  Fortunatamente da quelle parti (il cimitero si trova sopra il paese) non ci sono case, è stato però chiuso un sentiero nella zona: gli abitanti di Forno spesso lo percorrono. E oggi il via ai lavori con le prime esumazioni.   Polemiche sulle chiusure. E mentre il cimitero di Forno crolla, Stefano Benedetti punta il dito sulla scelta dell'amministrazione di «chiudere i camposanti nel giorno di Natale e Santo Stefano». Secondo il consigliere del Pdl sarebbero stati organizzati alcuni funerali e le famiglie dei defunti avrebbero scoperto, all'ultimo momento, di non poter tumulare la salma. Davvero triste per chi a Natale ha subito un lutto.

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di Redazione web