Il Tirreno

L’ESPERIENZA

Pitanti a scuola per parlare di lavoro ai giovani

Pitanti a scuola per parlare di lavoro ai giovani

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 MASSA. Ci sono segnali, forse piccoli, ma importanti, di una società che cerca condivisione e partecipazione, che tenta di colmare il divario tra generazioni. Tra la vita, quella vera, e la scuola. Così Giovacchino Pitanti, rappresentante sindacale, ma soprattutto operaio, ferito negli scontri al casello autostradale, valica i cancelli del liceo Montessori di Marina di Carrara. Lui, uomo di fabbrica, non sale in cattedra, ma parla ai ragazzi del mondo del lavoro, di un capitalismo che si fa - per usare le parole del presidete Rossi - scellerato. «I nostri ragazzi - racconta Pitanti - sono più consapevoli di quanto si creda.  Mi hanno posto molte domande, sempre sensate e mai a sproposito. Sono stato invitato da un'insegnante e amica, Isa Zanzanaini. Non sono un docente, sono - e lo ribadisce con orgoglio - un operaio. Quando ho iniziato a lavorare, 30 anni fa, a me erano garantiti gli stessi diritti di cui godeva chi era in fabbrica già da decenni. Adesso è tutto cambiato». Adesso i giovani devono ogni giorno lottare per la certezza di un lavoro, come gli operai che pensavano di averlo garantito. Così le distanze se ne vanno e i semi per una rinnovata condivisione sociale sono gettati.

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