La manifestazione
Laccusa: circonvenzione di incapace e appropriazione indebita di 250mila euro
Maxi truffa al nonnino
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Il tribunale di Carrara La nipote e il funzionario di banca gli prosciugano il conto
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CARRARA. Una storia delicata. E un processo per circonvenzione di incapace e appropriazione indebita che deve ancora aprirsi. Ma che vede rinviati a giudizio la nipote dell'anziano (nel frattempo deceduto) e il funzionario di una banca della nostra città. I due, secondo l'accusa, avrebbero raggirato il nonnino: portandogli via dal conto una cifra importante, 250mila euro. Ieri mattina in tribunale si è discusso di una «costola» di questo procedimento: ossia dell'opposizione all'archiviazione di un'altra persona coinvolta nella vicenda, il marito della nipote rinviata a giudizio. Posizione già stralciata e per cui il pm, ieri mattina, ha insistito per la richiesta di archiviazione rilevando che non ci fossero sufficienti prove a carico. Il giudice Ferri si è riservato: si pronuncerà nei prossimi giorni. Durante il servizio civile prosciuga il conto a un cieco. Svolgeva il servizio civile presso un non vedente. Lo accompagnava anche in banca a cambiare gli assegni e a fare prelievi al bancomat. Ma è finita sotto accusa per aver sotratto all'anziano, che nel frattempo è deceduto, 12mila euro dal conto corrente. Cambiando una serie di assegni e facendo dei prelievi non autorizzati al bancomat. La figlia del non vedente si è costituita parte civile ed è assistita dall'avvocato Andrei. L'imputata, Elena Marchini, è difesa dal legale Alessio Menconi. Ieri mattina è stata ascoltata un'impiegata della banca, al Monte dei Paschi di Siena di Fossola, presso cui l'imputata si presentò a cambiare un assegno di 600 euro. «Veniva sempre ad accompagnare quell'anziano cieco - ha ricordato l'impiegata - Ma quel giorno era sola. Le ho chiesto come mai e lei mi rispose che il suo incarico per il servizio civile era terminato, ma aveva svolto dei giorni in più come assistente del signore che così l'aveva pagata con l'assegno da 600 euro» È stata poi la volta del presidente dell'Unione ciechi, Carlo Piccini che, sul banco dei testimoni ha ricordato alcuni suoi colloqui avuti con l'amico, deceduto prima che il processo entrasse nel vivo. «Mi disse che era preoccupato perché dal conto corrente gli mancavano 12mila euro - ha raccontato - e che la sua assistente gli aveva preso degli assegni ed effettuato prelievi con il bancomat». Stalking: c'è un colpo di scena. È finito sotto accusa, ed è stato arrestato due volte, per aver perseguitato e picchiato la ex. E per questo motivo è tuttora in carcere. Ieri ha voluto rendere delle dichiarazioni spontanee e il 36enne, difeso dall'avvocato Simone Barbieri, ha tratteggiato un quadro della vicenda completamente diverso. Ricordando di essere stato più volte picchiato, e anche mandato al Pronto soccorso dalla sua ex. E che nel luglio scorso (quando è stato arrestato per la seconda volta) i due stavano di nuovo insieme. Il giudice ha deciso di risentire la donna. A.V.
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