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«Ma a pagare sono i cittadini»

«Ma a pagare sono i cittadini»

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 MASSA CARRARA. Nessun taglio? Staremo a vedere. Cresce la preoccupazione per la imminente riorganizzazione della sanità apuana, ineluttabile dopo la scoperta del disastroso buco nel bilancio. Trasferimenti (parziali o totali) di reparti e servizi ospedalieri come la chirurgia - che in gran parte andrà a Massa -, Oculistica che avrà orari e prestazioni ridotte; Otorino che sarà diviso in due, Medicina, spostata a Massa con una riduzione di posti letto, guardie mediche notturne ridotte. Questa è la cura che si profila per la sanità territoriale.  Per Rifondazione comunista, una scelta che non si può non condividere: «Non è giusto che siano i cittadini a pagare doppiamente l'incapacità che ha portato al buco economico dell'Azienda sanitaria apuan, che sarà ripianato con i soldi della collettività e con il taglio dei servizi», dice Ernesto Ligutti, coordinatore comunale di Carrara del Prc.  E aggiunge: «Respingiamo il "Piano di riposizionamento dei servizi sanitari" e ci appelliamo al sindaco di Carrara e alle forze di maggioranza perché non passi la demolizione dei servizi sanitari di Carrara e dell'ospedale; perché siano salvaguardati e potenziati gli attuali servizi per il bene dei nostri concittadini, perchè venga rispettato il protocollo d'intesa sottoscritto dal Comune di Carrara con la Regione».  Lanmarco Laquidara, consigliere del Pdl a Carrara spiega il voto favorevole del suo gruppo alla mozione sulla sanità della maggioranza: ««L'emergenza richiede senso di responsabilità, che ancora una volta abbiamo dimostrato». «Abbiamo chiesto e ottenuto però - aggiunge - la cancellazione dal documento dell'apprezzamento sull'operato del governatore Rossi. Il quale non può, dopo aver governato per 10 anni la sanità, pensare di sgravarsi da ogni responsabilità semplicemente portando in procura i libri contabili. Dov'era lo smemorato di Pontedera mentre avveniva tutto ciò che è successo?».  Boccia su tutti i fronti, invece, il documento votato dal consiglio comunale Gianni Musetti, consigliere della Destra: «Quella mozione ribadisce le solite cose, banali e piene di retorica, certo non utili a diminuire le code per le visite mediche e per garantire un servizio sanitario degno di una provincia del nord Italia. La dimostrazione della malafede della sinistra è arrivata dal capogruppo del Pd Carlo Martini che, al mio emendamento per chiedere uno stop alla Società della salute, ha animato un intervento per sostenere le opportunità che questo consorzio può dare al nostro territorio».

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