Il Tirreno

 Allagato il Masero di Terrarossa, frazioni isolate, chiusa la via della Cisa dalle Lame a Villafranca e l’A15

Diluvio: frane, strade ko e 18 sfollati

<b>LA PAURA.</b> Il fiume Civiglia ad Aulla si fa minaccioso
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LA PAURA. Il fiume Civiglia ad Aulla si fa minaccioso

Una decina di case evacuate tra Caprigliola e Stadano

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 AULLA. Allagamenti, frane, strade interrotte, frazioni montane isolate, tanti disagi e 18 persone precauzionalmente evacuate dalle loro abitazioni: questo il drammatico bollettino dopo l'eccezionale pioggia che ieri mattina ha flagellato il comprensorio lunigianese, colpendo maggiormente la zone a confine con la Liguria, oltrechè la Val di Magra.  Un film già visto, proprio di questi tempi, un anno fa.  Il diluvio ha causato frane gravissime nella frazione di Caprigliola e in località Chiamici, mentre due grossi smottamenti sono avvenuti sulla via delle Lame di Aulla, all'altezza di località Calamazza, determinando il blocco della circolazione in entrambi i sensi di marcia.  Pertanto, tutti dirottati sull'autostrada per uscire da Aulla in direzione sud. Ma i problemi non sono mancati neppure sull'A15, dove, da metà mattinata, è stato istituito il doppio senso alternato, determinando un caos incredibile su strade trasformate in fiumi impetuosi.  Grande lavoro, quindi, per tecnici dell'Anas e geologi, i quali, però, non sono riusciti a sciogliere la riserva su quando sarà possibile riaprire la strada statale della Cisa sulle Lame: infatti, una risposta è attesa per stamani, ma potrebbe anche essere negativa e la strada potrebbe rimanere ancora chiusa.  E quel che è peggio è che, dopo le evacuazioni del 1º novembre nella frazione di Canova e del 20 novembre ad Albiano Magra, ieri è stato il turno di altre 18 persone presso la Valle dei Mulini di Caprigliola, costrette a lasciare le loro case (una dozzina) a causa di un canale tombato giudicato molto pericoloso dai vigili del fuoco, visto che per le piogge terribili di ieri poteva mettere a repentaglio la stabilità strutturale delle abitazioni.  E meglio non è andata a Podenzana, dove una frana subito dopo il municipio ha provocato la chiusura della provinciale che si inerpica sulla collina che sovrasta Aulla, con la conseguenza che è impossibile raggiungere le località di Cospedo, Metti, Barco, Cerghiraro e Loppiedo. Un'altra frana si è poi abbattuta sulla strada nei dintorni del ristorante Gambin, «ma le nostre ruspe e quelle di privati - ha commentato il sindaco, Riccardo Varese - hanno dato un valido aiuto. Certo, il problema è grosso e se continuerà a piovere sarà una tragedia».  Sott'acqua, infine, è finito il supermercato Conad del Masero di Terrarossa, a causa dell'esondazione del vicino torrente. Civiglia. (g.u.)  Qui Pontremoli. Tre ore di diluvio hanno messo in ginocchio il comprensorio tra Pontremoli, Villafranca, Licciana e Zeri. Una frana di centinaia di metri cubi è caduta nelle prime ore della mattinata sulla provinciale per Zeri, poco prima di Dozzano, all'altezza del bivio per la Valunga dove il cedimento del terreno ha portato a valle anche una pianta secolare che ha invaso la sede stradale di fatto chiudendola al traffico. Per potere raggiungere Zeri è giocoforza dover passare da Arzelato.  Sempre sulla viabilità provinciale un'altra frana si è registrata sulla strada della Valdàntena nei pressi di Molinello. Danni anche all'illuminazione pubblica con i tecnici e gli operai del Comune impegnati nel risolvere due black-out avvenuti all'Annunziata e a Porta Parma.  Qui Villafranca. L'acqua piovana che dai 306 metri del Colle della Pianella è scesa verso la Strada della Cisa come un torrente in piena ha creato tante cascate portando enorme quantità di detriti sulla sede stradale. Cinquecento metri dopo le case di Corneda la prima cascatella che ha invaso la mezzeria di destra per chi sale, subito dopo c'è un grosso smottamento fangoso, poi ancora un gorile di acqua che permetteva il passaggio soltanto a centro strada per un'auto sola alla volta.  Ma i danni maggiori sono avvenuti all'altezza del rettilineo che costeggia la ferrovia, dove c'è uno sbarramento metallico posto a difesa della strada contro la caduta dei massi. Qui l'acqua che scende dal Monte Baltrione si è creata una via di scarico verso la fine del muro proprio nel punto in cui scende il canale di scolo del monte. Per questo motivo e per scongiurare eventuali danni agli automobilisti è stata chiusa la strada della Cisa è dai carabinieri a Villafranca. Il traffico è stato dirottato sulla provinciale per Monti di Licciana.  Qui Licciana. Quella che per centinaia di persone doveva essere una mattinata di shopping in vista del Natale e per questo avevano scelto la zona commerciale del Masero, in un breve lasso di tempo si è trasformata in una sorta thrilling dato che la zona del Masero di Terrarossa si è trasformata in un lago. Quindi un fuggi, fuggi generale verso le auto in un piazzale invaso dall'acqua dai 20 ai 40 centimetri. Ma non tutti hanno fatto in tempo a scappare e qualche macchina è rimasta bloccata nell'acqua, dato che i tombini che non riuscivano a scaricare nel torrente Civiglia. Per fortuna non si sono registrati danni alle persone ma soltanto alle cose.  L'area commerciale del Masero è stata transennata e chiusa. (s.m.)

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