Il Tirreno

L’edilizia che cambia. No a case autonome, ma valorizzazione del patrimonio esistente

Bagni e stanze nei sottotetti

L’assessore Andrea Vannucci e sopra uno scorcio di Carrara
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L’assessore Andrea Vannucci e sopra uno scorcio di Carrara

All'unanimità la possibilità di ampliare gli appartamenti

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CARRARA. Non saranno forse romantici come le soffitte parigine, ma sicuramente sono pratici e, per molte abitazioni, un vero e proprio toccasana: stiamo parlando dei sottotetti che, grazie alla delibera approvata all'unanimità dal consiglio comunale della scorsa sera, potranno essere abitabili. Sempre che abbiano certe caratteristiche. Il provvedimento, in sostanza - come spiega l'assessore all'urbanistica Andrea Vannucci - dà la possibilità di fare diventare abitabili i sottotetti che abbiano come caratteristica un'altezza media superiore ai 2,30 metri (2,10 per i servizi igienici); altezze per le quali si deroga: nelle frazioni montane e nei centri storici, sono sufficienti 2,10 metri nei locali ordinari, e 2 metri per i bagni. Insomma: a chi ha già un sottotetto, viene concesso di poterlo abitare; una camera in più, uno studio, un bagno o quello che è. Un modo per valorizzare il patrimonio edilizio. «Abbiamo precisato - aggiunge Vannucci - le condizioni igienico-sanitarie di poterli abitare: abbiamo calibrato la possibilità di fare aperture per avere luci e aria, con finestratura obbligatoria. Altro punto chiave: non si possono rendere abitabili sottotetti che poi diventino appartamenti indipendenti; dovranno essere solo un'estensione dell'appartamento esistente. Attraverso il recupero del sottotetto, rendiamo più adeguati alle esigenze moderne le case esistenti. Anziché costruire il nuovo, recuperiamo il vecchio. Uno strumento, così l'abbiamo pensato e così è stato accolto all'unanimità da tutte le forze politiche, per reimmettere nel mercato con caratteristiche più moderne delle strutture edilizie che altrimenti sarebbero sacrificate. Il Comune ha un doppio vantaggio: da una parte c'è un patrimonio edilizio cittadino che si riqualifica, dall'altra riscuote gli oneri di urbanizzazione».  E il piano strutturale a che punto è? «Abbiamo fatto l'adozione di due deliberazioni diverse: da una parte, l'aggiornamento del quadro conoscitivo su vincolo idraulico e vincolo geomorfologico, dall'altra il piano strutturale vero e proprio. La prima delibera secondo noi è ugualmente importante: dopo l'alluvione del 2003, abbiamo predisposto un aggiornamento del quadro conoscitivo, in pratica abbiamo messo sotto studio il territorio, analizzando a fondo il rischio idraulico e franoso. Una carta aggiornata, e predisposta per essere attualizzata mano a mano che si fanno le opere - ponti, ecc. - per attenuare il rischio. Dove c'è rischio oggi non si costruisce, ma quando si tolgono i vincoli, si potrà». Questa delibera sarà presto portata in consiglio, mentre le ultime osservazioni allo strutturale saranno valutate in commissione a gennaio.  Villa Ceci? «L'indicazione è chiara - replica l'assessore Vannucci - vogliamo farci il parco; attiviamo un meccanismo per delle perequazioni, concertate, ma senza fare speculazioni. Tutto a patto di fare il parco. La filosofia è chiara: vogliamo programmare».  E il Marble Hotel? «Mi auguro che la proprietà riesca a risolvere i problemi. Certamente, come pubblico dovremo fare la nostra parte. Una cosa è certa: così com'è, non va bene. Da venti anni abbiamo questa struttura incompleta proprio al casello. Nel 2011 dovremo affrontare l'argomento in maniera più stringente. Il territorio ha bisogno come il pane di una struttura ricettiva così importante, ripeto, come Comune dovremo affrontare il tema con decisione».  In consiglio comunale, altri argomenti sono stati approvati all'unanimità: la concessione della fidejussione nell'ambito della convenzione per il San Marco Avenza; i documenti a sostegno di Eaton e sanità. M.B.

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