Sicurezza
«Soldi per fare il regalo all'amica»
Chiara Sillicani
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IN TRIBUNALE. Salvatore Iodice prima di entrare in aula In un'intercettazione Iodice confessa: la Morgana mi è costata 20mila in tre anni
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MASSA. Un'udienza multimediale quella che si è svolta ieri. Un computer, davanti al pubblico ministero Rossella Soffio e una grande cassa acustica in aula per permettere ai giudici (Maria Cristina Failla, Antonia Aracri e Antonella Dragotto) di ascoltare le intercettazioni telefoniche tra Salvatore Iodice,ex direttore del carcere di Massa, Salvatore Cantone, contabile della casa circondariale e Prospero Santacroce, amministratore delle società Comies e Ci-Esse. Le intercettazioni, secondo il Pm, offrono un sostegno alle tesi accusatorie. Quella di ieri è la seconda udienza del giudizio immediato in cui, accanto a Cantone e Iodice, è imputato anche Stefano Tendola, geometra del provveditorato alle opere pubbliche. Prospero Santacroce, invece, ha chiesto il rito abbreviato (si svolgerà il 13 gennaio). E ieri mattina era in aula perché citato come teste da Rossella Soffio. Non è però stato sentito, quindi, la sua deposizione sarà raccolta nella prossima udienza, prevista per il 26 gennaio. Lunga sospensione. Udienza fiume ieri, dalle 10 del mattino alle 6 e 10 del pomeriggio. Ad allungare i tempi anche una lunga sospensione: il pubblico ministero ha chiesto di mettere agli atti un centinaio di documenti tra cui anche alcuni provvedimenti disciplinari a carico di Iodice dagli anni' 90 al 2001. Chiaramente i legali dell'imputato (avvocato Riccardo Balatri e avvocato Francesco Piccirillo si sono opposti), ma il tribunale dopo una lunga camera di consiglio, ha deciso di mettere agli atti quei documenti (fatta eccezione per due) considerandoli determinanti per la definizione della personalità di Iodice. Incarico conferito al perito. I primi momenti dell'udienza, dopo la sospensione, sono stati scanditi dal conferimento dell'incarico ad un perito, l'ingegnere genovese Claudio Ciccarelli che, entro 75 giorni, dovrà ripulire i nastri delle intercettazioni ambientali. La cimice era stata nascosta nel cellulare che Iodice teneva spesso in tasca, quindi sono molti i fruscii. Intercettazioni in aula. Nonostante alcune non fossero ben comprensibili, il pubblico ministero Rossella Soffio ha deciso di far sentire le intercettazioni durante l'udienza, considerendole un importante strumento a sostegno della tesi accusatoria. Le telefonate sono state ascoltate durante le deposizione dell'unico testimone interrogato ieri, il sovrintendente dlla squadra mobile Vietina. È stato propprio l'agente a ricostruire i primi passi dell'indagine, dall'estate del 2008, fino all'apertura di un procedimento penale nel novembre di quell'anno e alle misure cautelari scattate nel luglio scorso. L'accusa ha puntato a dimostrare quello che considera un particolare episodio corruttivo, riguardante la cosiddetta Gara dei fari. In relazione, a quella gara ci sarebbe stato un incontro tra il direttore e l'imprenditore Santacroce in cui - è la tesi del Pm - Iodice avrebbe ricevuto soldi. E a conferma ci sarebbe, secondo il pubblico ministero, una telefonata, ascoltata in aula, in cui dopo quell'incontro il direttore comunica a Morgana Martelli, di avere un regalino per lei, riferendosi, chiaramente a denaro. Non solo, il teste ha ricostruito anche la situazione finanziaria di Iodice: uno stipendio medio di 3100 euro, due Mercedes, un mutuo per la casa, un piccolo prestito e un finanziamento. Lo scopo dell'accusa era chiaro: dimostrare che la sua busta paga non poteva essere sufficiente per quel tenore di vita. Se si aggiunge che in una intercettazione ascoltata ieri Iodice ammette che Morgana, a cui era legato da una relazione, gli è costata 20mila euro in tre anni. Adesso tutto è rimandato al 26 gennaio quando il teste verrà contro interrogato dai legali degli imputati.
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