Il Tirreno

Negozianti contro il Comune

Rossana Lazzini
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LUMINARIA. Quest’anno poche luci illuminano il centro città

Confesercenti: non c'è alcuna programmazione

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 MASSA. Gospel, luminarie, fuochi d'artificio al Castello, eventi, Babbo Natale a spasso per il centro e la festa di fine anno, questo rendeva Massa città del Natale, collocata 3 anni fa dal Sole 24Ore ai primi posti per eventi culturali durente le festività. Oggi non è rimasto nulla o quasi e di questo se ne dispiace anche Sabino Antonioli, ex assessore alla cultura. «Abbiamo investito tanto negli anni passati - spiega - perché Massa facesse concorrenza alle città vicine. Anche 3 anni fa il territorio era alle prese con i problemi, ma proprio per questo ci sembrava giusto dare un segnale per sostenere il commercio. L' ultimo Natale organizzato abbiamo realizzato molti eventi: Gospel, concerti come quello di Loredana Bertè e monumenti illuminati, fuochi al Castello. Una programmazione iniziata appena ci siamo insediati che è poi cresciuta nel tempo e della quale non esiste traccia». Antonioli parla anche della Festa dell'ultimo dell'anno. «Persino con la pioggia abbiamo fatto il pienone. Una festa organizzata soprattutto per quelle persone che economicamente sono in maggiore difficoltà e non possono permettersi cenoni e veglioni, ora questa festa non c'è più. L'amministrazione Pucci dimostra il suo disinteresse per il commercio, per il turismo e per i suoi cittadini». Critico anche il presidente della Confesercenti, Paolo Arpagaus: «Le scelte devono essere fatte in anticipo, non si può parlare a novembre di luminarie quando in quel periodo dovremmo aver definito le scelte sul carnevale e la pasqua. L'incapacità di gestire il bilancio annuale dell'assessorato a mio avviso può avere due motivi, o si è sforato il budget per altri eventi, oppure il Natale non viene preso in considerazione. In entrambi i casi questo ci rende estremamente critici. Non è possibile non accantonare risorse e progetti per questo periodo, il periodo natalizio porta al comparto del commercio il 30% delle risorse. Il Natale viene vissuto in tutte le città come momento primario per la promozione e l'offerta turistica». Arpagaus chiude parlando della festa di fine anno. «Ha una valenza sociale, molte persone, in un momento difficile, possono passare una serata insieme, facendo un po' di economia e sperando che il prossimo sia un anno migliore».

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