Il dolore
Morirono in 3, assolto l'ultimo imputato
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La Renault 5 distrutta dopo lincidente sullAurelia La Corte di Appello di Genova ha escluso che stesse facendo una gara di velocità
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CARRARA. Era accusato dell'omicidio colposo di tre giovani amici, a seguito di uno schianto fra due auto sulla via Aurelia. Un'odissea durata 15 anni. Nei giorni scorsi l'epilogo: Tiziano Perfetti (difeso dall'avvocato Franco Perfetti) è stato assolto con formula piena, perchè non ha commesso il fatto, dalla Corte di Appello di Genova, seconda sezione. Lo schianto sull'Aurelia: morirono tre ragazzi. Era la notte dell'8 dicembre del'95 quando furono spezzate tre vite nel tragico incidente stradale. Un chilometro e mezzo dopo il pub"Scacco Matto", all'altezza della stazione di Luni, la Punto - che secondo le perizie viaggiava a velocità sostenuta - superò tutte le auto, tra le quali la Renault, per poi schiantarsi contro un muretto. Morirono Cesare Lucci, Giancarlo Bragazzi e Stefano Paglini, tutti e tre ventenni. Maurizio Volpi, l'unico superstite della Punto, finisce sotto processo. Stefano Paglini e Cesare Lucci avevano 20 anni, Giancarlo Bragazzi 24. La vicenda giudiziaria. In questi anni, vi sono stati più processi, in sede penale e civile. Il 34enne Tiziano Perfetti, che era alla guida della Renault 5 che percorreva quella stessa strada dopo che gli amici erano usciti da un pub, venne coinvolto nella vicenda. Si parlò di una gara e una collisione fatale fra le due macchine: la Corte di Appello di Genova ne dispose il rinvio a giudizio. Il 1º febbraio del 2005 fu assolto in primo grado, «perchè il fatto non sussite», ossia con al vecchia insufficienza di prove. Ma a questo putno il legale del 34enne, impugna la sentenza e fa appello: perchè vuole l'assoluzione piena. Perfetti assolto: non ha commesso il fatto. Assolto con formula piena. Si concldue così la lunga odissesa del 34enne coinvolto nelll'iter giudiziario dopo la morte sull'Aurelia dei 3 amici. Nella nuova pronuncia è stata fondamntale la ricostruzione dell'incdente redatta dal consulente della difesa, l'ingegner Fabio Bernardini di Massa. Ed è stato accolto l'appello della difesa, in cui viene mesos nero su bianco che non c'è stata gara fra le due auto, e che l'urto fra la Punto e la Renault guidata dal Perfetti: «è intervenuto dopo il tragico evento, dopo che l'auto guidata da Volpi perse il controllo e andò a sbatter econtro il muro» La sentenza civile. La giustizia ha emesso la prima sentenza civile nel luglio del 2009, solo dopo 14 anni e mezzo dal tragico incidente stradale di Luni che costò la vita a tre giovani. Il giudice civile ha stabilito quale responsabile Maurizio Volpi, proprietario della Punto Gt su cui viaggiavano i quattro amici. Ma sulla vicenda vi fu anche una lunga e tribolata vicenda processuale sul piano penale. Il pretore di Sarzana, con sentenza del 9 marzo 1998, condannava Maurizio Volpi, individuato come conducente della Punto, a due anni di reclusione (pena sospesa). Gli avvocati del giovane, Paolo Barsotti e Roberto Valettini, ricorsero in Appello. Il 16 giugno 2002 i giudici della Corte di Appello di Genova ribaltarono il giudizio, e assolsero Volpi «per non aver commesso il fatto». I giudici genovesi ritenevano che doveva essere escluso che la tragedia fosse dipesa da un'autonoma sbandata della Punto, ma era stata determinata da un tamponamento della Renault 5. Contro questa sentenza ci fu ricorso delle parti civili e del procuratore generale. La Suprema corte rinviò gli atti a un'altra sezione della Corte d'Appello. Sul piano penale, il prolungamento dei tempi della decisione ha comportato la prescrizione per l'imputato di omicidio colposo Maurizio Volpi; sul piano civile, è ritenuto il responsabile dell'incidente. A.V.
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