Il Tirreno

Prodotti agricoli meno cari

Banco di ortaggi
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Banco di ortaggi

Tredici aziende firmano il Patto di filiera

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 LICCIANA. Direttamente nel piatto del consumatore attraverso i canali della ristorazione, del commercio e delle strutture ricettive presenti in Lunigiana e più in generale, nella provincia apuana.  Non solo agriturismi per altro già obbligati alla somministrazione di menu esclusivamente locali (e regionali) e ristoranti, ma anche negozi di vicinato, bar, cantine, enoteche, alberghi e hotel e in futuro anche gli stabilimenti balneari potranno vendere e utilizzare i prodotti agricoli e artigianali locali. Obiettivo: esaltare e valorizzare gli aspetti riconducibili alla ruralità e al "made in Massa Carrara" attraverso la più imponente rete mai realizzata che mira a integrare le produzioni agroalimentari tipiche del territorio con gli esercizi commerciali.  Si chiama "Patto di filiera" l'ambizioso progetto promosso e cofinanziato da Comunità montana, Provincia, Camera di commercio, Coldiretti, Cia e Unione agricoltori per portare finalmente, senza intoppi, nel piatto del consumatore i prodotti agroalimentari e locali della Lunigiana. Il progetto, presentato al Castello di Terrarossa da Paolo Bissoli, presidente della Montana, Domenico Ceccotti, assessore provinciale agricoltura, Vincenzo Tongiani, presidente provinciale Coldiretti e Antonio Bongi, presidente Lunigiana Amica, ruota attorno al ruolo strategico di Lunigiana Amica che fungerà da naturale snodo tra chi produce, trasforma e vende. Coinvolte, nella prima parte della filiera, quella della produzione e straformazione, 150 imprese agricole e i principali consorzi (agnello di Zeri, Lunigiana Produce, Candia Doc, Fagiolo di Bigliolo, Miele Lunigiana dop, Carni Lunigiana, Cooperativa produttori Fosdinovo e Farina di castagna Lunigiana dop). Alla Cooperativa Lunidonna di Casola il compito di smistare fisicamente gli ordini e trasportare, dalla Lunigiana, fin al ristorante e albergo che ha effettuato l'ordine, i prodotti.  Un "patto" di proporzioni vastissime mai messa in atto in Toscana che punta ad attrarre, una volta a regime, un centinaio di punti vendita e somministrazione. Al momento hanno aderito - è possibile iscriversi in qualunque momento - 13 aziende agricole dei 14 Comuni della Lunigiana con prodotti provenienti dallo stesso territorio e 6 esercizi commerciali (empori, negozi, ristoranti, agriturismi).  Chi fa ristorazione potrà aderire al patto acquistando i prodotti e garantendo l'esposizione, attraverso corner (da banco o da terra) all'interno dei locali, di vini, olio, confetture, marmellate e dei prodotti tipici. Con il "Patto di filiera" si apre così la più grande operazione di network (messa in rete) colmando finalmente un gap più volte lamentato dal consumatore che ora potrà trovare i prodotti agricoli e artigianali in una vasta rete di punti vendita.  «Con questo progetto - spiega Vincenzo Tongiani - colmiamo una falla sistemica legata alla reperibilità delle produzioni. Fino a oggi Lunigiana Amica è stata fondamentale per avviare il processo di raccolta delle produzione attivandosi anche per la vendita; oggi il suo ruolo assume una valenza ancora più strategica funzionando da collettore tra chi produce e chi vende. Fino ad oggi è venuto meno un tassello fondamentale della filiera: la distribuzione. Con questo progetto realizziamo l'ultimo atto del patto di filiera».  E per allargare la rete sono previsti importanti incentivi.

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