Il dolore
Il pm attende le perizie dei tecnici, e i lavori per la sicurezza vanno a rilento
Lavacchio, ancora tutto "congelato"
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Antonio Guadagnucci 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. La situazione a Lavacchio sembra congelata al 1 novembre. E la colpa stavolta non è del freddo. Dal punto di vista delle indagini per le morti di Mattia Guadanucci e Nara Ricci (il bambino e la madre uccisi dalla frana staccatasi dal monte) non si registrano novità. E la lentezza della burocrazia sta rallentando il rientro a casa di molti degli sfollati. Il pm titolare dell'inchiesta Federico Manotti è in attesa di ricevere le perizie definitive raccolte dai periti del tribunale. «A quel punto - spiega l'avvocato della famiglia Guadagnucci Marco Valerio Corini - potremo capire meglio come muoverci». La famiglia Guadagnucci continua a vivere il suo dolore nel silenzio. Antonio e Michela hanno lasciato la casa della famiglia Ricci e si sono trasferiti in una casa messa a disposizione dalle suore. Intanto le famiglie evacuate dal paese e dalle zone limitrofe non hanno ancora potuto far rientro a casa. I lavori di messa in sicurezza della strada provinciale stanno infatti andando a rilento, anche a causa del maltempo e della pioggia, e quindi la provincia non ha ancora dato il nulla osta al Comune per far rientrare gli evacuati nelle loro case. «Mi sembra un ritardo assurdo - commenta il parroco Don Giovanni Locatelli - questa gente vorrebbe solo rientrare in casa». Per il paesino ferito dalla frana il Natale si annuncia quindi triste e cupo.
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