Il Tirreno

Esondazione, fermi a Roma i soldi dei risarcimenti

Federico Ricci
L’esondazione del Magra
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L’esondazione del Magra

Il sindaco Umberto Galazzo tira le somme un anno dopo lo straripamento del fiume

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 AMEGLIA. Ha avvertito la necessità di fare chiarezza su quanto fatto e su quanto resta da fare. Il sindaco Umberto Galazzo, a un anno dell'esondazione del Magra, ha voluto incontrare la stampa per chiarire e bene il lavoro fatto e quello che resta da fare, quello che si sarebbe aspettato, quello che non va mescolato alle frustrazioni di chi è in parte impotente di fronte alla natura impetuosa che si ribella.  «Partiamo dai 24 milioni che lo stato doveva trasferire alla Regione Liguria. Ancora stamane ho chiamato Genova e non ci sono novità. I fondi sono ancora a Roma. Parto da qui per far capire come la situazione va a rilento ed è difficile per tutti dare una risposta. Ma nonostante ciò in quest'ultimo anno sono stati fatti diversi lavori».  In effetti dal dicembre dello scorso anno quando il fiume straripò e causò numerosi danni, e a parte i soldi mai arrivati, in quel di Bocca di Magra e Fiumaretta qualcosa si è mosso.  «In questo anno sono stati avviati i lavori del lotto zero e lotto 9 di arginatura e sono stati terminati i lavori del lotto 8. Sono state messe le porte in fondo al Canal Grande. Sono state acquistate le idrovore di grande portata con i soldi del comune della Regione, sono stati realizzati gli argini provvisori sia a Bocca di Magra che a Fiumaretta con fondi regionali che servono per affrontare portate di piena come quella dello scorso anno; è in corso il dragaggio realizzato dalla Provincia per Intermarine ma che è necessario per fare sicurezza idraulica. Inoltre a breve sarà pronto il progetto esecutivoi per i lavori del primo lotto degli argini bassi a Fiumaretta e Bocca di Magra (le spese rientrano nei 24 milioni che aspettiamo). Insomma non siamo stati fermi ma ora dobbiamo ancora di più farci sentire».  Quali sono gli altri lavori da portare avanti?  «Va fatto il progetto esecutivo degli argini bassi del 2º lotto da ponte della Colombiera al Canale Bettigna in sponda sinistra e poi in sponda destra dalla località Polleria fino a Pantalè. Poi sarebbe fondamentale che andasse avanti la proposta di legge di Andrea Orlando per la vendita di parte del materiale del dragaggio sul fiume. In questo modo il dragaggio del fiume diventerebbe quasi a costo zero. La legge però è ferma alla Camera dei deputati. Infine, un appello a tutta la politica spezzina. Non dimenticatevi, non dimentichiamoci del problema della difesa del suolo. Va bene che al centro del dibattito ci siano la sanità, il lavoro, i grandi progetti come quello di Marinella, ma viste le peculiarità del territorio non possiamo e non dobbiamo dimenticare che accanto a questi argomenti ci deve essere quello della difesa del suolo: priorità anche per il progetto Marinella».  Presto in Comune ci sarà anche un esperto in questo settore?  «Sì, stiamo predispondendo gli atti per fare un ufficio difesa del suolo con a capo un ingegnere idraulico, per cui bandiremo un concorso nell'anno nuovo, che si avvarrà anche della consulenza di geologi».

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