Sicurezza
Commercio, poche idee per sfidare la crisi
Chiara Sillicani
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Shopping in centro e a destra le casse di Carrefour Mancano soldi, nessuna manifestazione in centro. Ma la grande distribuzione rilancia
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MASSA. È un Natale triste e lo si capisce passeggiando per strada. Massa non ha dimenticato la tragedia delle frane: tre vite inghiottite dal fango. Poi ci sono i 304 lavoratori della Eaton, con le lettere di licenziamento in mano. E anche chi un lavoro ce l'ha, non può certo contare sulle tasche piene. E se l'amministrazione ha scelto l'austerity, da parte sua il mondo del commercio - almeno quello al dettaglio - non ha lanciato segnali positivi. Poche luci, poche inizitive, niente musica. Così alla povertà dei portafogli si aggiunge quella dell'ambiente: addio atmosfera e poca motivazione agli acquisti. Del resto ad organizzare iniziative gli anni scorsi pensava il centro commerciale naturale Vivi città che ancora esiste ma è, per così dire, in stand by, in attesa di una ridefinizione organizzativa. Così ognuno ha fatto da sè e, soprattutto, come ha potuto, visto che il commercio è in grossa crisi. «Siamo completamente fermi - conferma Silvano Pitanti, presidente della federazione pubblici esercizi - gli stessi operatori avvertono un forte senso di sfiducia. I negozi sono vuoti e c'è chi teme di chiudere i battenti a gennaio». Perché chi compra - parola di Lazzarelli - acqista guanti, sciarpe, cappelli, t-shirt. Insomma per cappotti e giubbini si aspettano i saldi. «Tra negozianti, in viale Chiesa, ci siamo accordati - continua Lazzarelli - per illuminare la strada. In galleria, dove abbiamo un altro punto vendita, invece non c'è stata la disponibilità per iniziative condivise». L'idea è chiara: sono tempi duri, anche per il commercio e di soldi per organizzare eventi non ce ne sono. Gino Beghini, storico titolare dell'omonimo negozio, dopo sessant'anni al pubblico, ha le idee chiare: «Aspettiamo chi non viene - ironizza, poi aggiunge una ventata di ottimismo - il nostro lavoro è così» ad indicare che nel commercio esistono i cicli. Beghini nota che il vero problema è che «mancano allegria e fiducia. Poi - aggiunge - ogni anno aprono attività e la concorrenza si fa forte. È vero che molte chiudono, ma lo fanno con svendite, altrettanto difficili da reggere. In effetti, ho sentito parlare di progetti per Natale, poi non se n'è fatto nulla». Ma se il commercio al dettaglio soffre, non va meglio per la grande distribuzione che nel primo semestre 2010 ha visto calare dell'1,5% il suo giro d'affari. I dettaglianti battono in ritirata, ma le catene non si arrendono e sul Natale ci puntano: eventi, manifestazioni, musica e aperture prolungate. Tanto che oggi e domani il Centro Mare Monti sarà aperto fino alle 23. Certo i grandi gruppi contano su risorse maggiori, ma l'idea è chiara: se c'è crisi bisogna fare di tutto per trattenere i clienti.
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