Il Tirreno

Toto-assessore, spunta l'idea di ridurre la giunta

Il sindaco Franco Gussoni
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Il sindaco Franco Gussoni

Riunione fiume nella notte del Pd per decidere se e a chi affidare la sesta delega

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 PONTREMOLI. È iniziato ieri sera alle 21 il direttivo comunale del Partito Democratico di Pontremoli per discutere sulla nomina o meno del sesto assessore: una riunione fiume terminata a tarda notte.  Come più volte annunciato, la nomina del sesto assessore era stata richiesta, dopo l'uscita dalla maggioranza dei "Socialisti per Pontremoli" da parte di cinque membri della minoranza consiliare e segnatamente dai consiglieri Armando Lanzarotti, Luciano Bertocchi, Matteo Biondi, Gian Marco Corchia e Jacopo Ferri che, in una lettera inviata al prefetto di Massa Carrara, Giuseppe Merendino, chiedevano il rispetto dello statuto del Comune di Pontremoli che fa riferimento a una giunta formata oltre che dal sindaco anche da 6 assessori.  Per trovare una soluzione condivisa interna al gruppo consiliare, il sindaco Franco Gussoni al termine dell'ultimo consiglio comunale aveva convocato una riunione, ma nel corso della seduta che si era tenuta nella sala di rappresentanza del Comune, non era emersa nessuna linea predominante. In pratica il gruppo consigliare di maggioranza è formato da 7 membri del Pd (Gussoni, Bassi, Lorenzelli, Bissoli, Rapetti, Musetti e Battaglia) e da 2 consiglieri appartenenti all'Api, Alleanza per l'Italia di Francesco Rutelli (il vicesindaco Madoni e Crocetti). Questa formazione rivendica per sé il sesto assessore, ma non trova consenziente una larga fetta del Pd che parimenti la rivendica.  Il braccio di ferro va avanti da molti giorni senza sortire risultato alcuno. E ieri sera è iniziata la lunga seduta del direttivo del Pd alla quale hanno preso parte i 30 membri del direttivo (una sorta di conclave politico in cui sviscerare la diatriba). All'interno del direttivo appare abbastanza chiaramente che la maggioranza sia propensa ad assegnare il sesto assessorato al Pd, mentre per mantenere equilibri in giunta il sindaco sembra intenzionato a fare un nome legato all'Api. Sembrerebbe una lotta a due, ma non è detto che prevalga una soluzione suggerita da una terza componente.  Per evitare inutili spaccature, qualcuno porta avanti una proposta mediatrice: non sarebbe il caso, dice, anzichè votare il nome del sesto assessore, proporre la variazione dello statuto comunale e lasciare a cinque gli assessori di un Comune che supera gli 8mila abitanti solo contando gli iscritti all'Aire (Associazione degli italiani residenti all'estero)? S.M.

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