Il Tirreno

Giustizia in crisi.Cinque toghe in pensione, sostituzioni provvisorie e la presidente che fa la tappabuchi

Pochi giudici, gli avvocati insorgono

<strong>TRIBUNALE SGUARNITO: </strong>un’aula del palazzo di giustizia di Massa e Cristina Failla presidente (facente funzioni) del tribunale
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TRIBUNALE SGUARNITO: un’aula del palazzo di giustizia di Massa e Cristina Failla presidente (facente funzioni) del tribunale

Interrogazione di Rigoni ad Alfano: «Vogliono smantellare il tribunale»

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MASSA. Cinque magistrati in pensione, su un organico di 15, soltanto tre sostituiti e in modo piuttosto provvisorio. È in queste condizioni di grave sotto-organico che è costretto a lavorare il tribunale di Massa (e con esso le sezioni di Carrara e Pontremoli). E carenze si registrano anche negli uffici amministrativi, dove l'organico prevede 46 dipendenti tra cancellieri, segretari, impiegait ecc. ma dove ce ne sono sol 42 di cui solo 36 effettivamente in servizio in tribunale.  Insomma, l'effetto Tremonti ha avuto effetti pesanti sulla macchina della giustizia apuana, suscitando le proteste degli stessi magistrati. E, adesso, anche degli avvocati. «Le carenze di personale sia togato sia amministrativo - scrive l'avvocato Manuela Aiazzi, presidente della Camera penale di Massa Carrara (intitolata a Nino Pennucci) - erano già rilevanti in precedenza ma si sono drasticamente aggravate fra settembre e oggi con il pensionamento di ben 5 magistrati. Senza "rinforzi" non è possibile rispondere alle esigenze di giustizia dei cittadini apuani».  Per fare fronte alle carenze, il magistrato che era giunto a completare il ruolo della sezione penale è stato spostato al tribunale civile. Mentre la stessa presidente della sezione penale, la dottoressa Cristina Failla, attualmente facente funzioni di presidente del tribunale, è stata chiamata a un duro lavoro di "tappabuchi": ha dovuto prendersi carico di una serie di fascicoli di procedimenti civili e, contemporaneamente, deve continuare le sue mansioni istituzionali. E i rinforzi? Sono arrivati due magistrati dal vicino tribunale della Spezia che sono andati a completare i togati della sezione penale. Ma si tratta solo di "distacchi": al termine della sostituzione, e cioè nel maggio 2011, i due magistrati torneranno alla Spezia. E il loro incarico non potrà essere reiterato. In pratica: non avranon neanche il tempo di istruire i processi che dovranno fare le valigie.  «Questa falcidia di personale sembra adombrare un'ingiustificabile volontà di smantellamento del tribunale apuano», dice allarmato Andrea Rigoni, deputato del Pd che con il collega Lanfranco Tenaglia ha rivolto un'interrogazione al ministro della Giustizia Angelino Alfano per chiedere «quali iniziative intenda assumere per garantire ai cittadini apuani un corretto ed efficiente servizio della giustizia». C.F.

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