Finanza
Maxi multa a ristorante "truccato" da circolo
Oltre 8mila euro di sanzioni a un locale della zona industriale
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MASSA. Una visita, cinque verbali per altrettante violazioni, più di ottomila euro il "conto" totale. È costato caro a un circolo ricreativo che si trova nella zona industriale il sopralluogo di una pattuglia della polizia della divisione "amministrativa e sociale". Gli agenti hanno scoperto - ed è questa la ragione delle maxi multe - che quel circolo, piuttosto noto e parecchio frequentato, rispettava poche delle norme a cui attività come queste (che per legge sono senza fini di lucro) devono attenersi. La polizia ha riscontrato che il circolo privato era stato trasformato in esercizio pubblico per la somministrazione di alimenti e bevande. Cioè in un ristorante. Una irregolarità che "vale" 5mila euro. L'autorizzazione amministrativa (Dia), poi, non era esposta in luogo ben visibile al pubblico, il che comporta una sanzione di 308 euro. Gli agenti hanno inoltre notato l'assenza di "strutture architettoniche interposte tra l'ingresso e la sala di somministrazione", cosa vietata dalle norme e sanzionata con una multa di 1.032 euro. Non basta: il circolo ricreativo veniva pubblicizzato come ristorante sia su una radio locale, sia su internet: altri mille euro di multa. E in esso si trovavano "apparecchi da intrattenimento" (leggi videogiochi) senza autorizzazione del Comune. Anche per questa irregolarità 1.032 euro di multa. Insomma una batosta per il circolo "truccato" che potrebbe anche diventare peggiore: non è escluso infatti che venga disposta la chiusura temporanea del locale. Di più: quella in zona industriale è l'avvio - informa la questura - di una campagna di controlli in questo fiorente settore: controlli che saranno intensificati anche in collaborazione con Finanza e Asl. Il fatto è che i circoli privati si differenziano dai pubblici esercizi (ristoranti, pizzerie, pub ecc.) in quanto sono costituiti non in forma di impresa, bensì in forma di associazioni senza scopo di lucro. Per questo, se ai pubblici esercizi può accedere chiunque, indistintamente, ai circoli può accedere solo chi ha la tessera dell'associazione. Inoltre, soltanto ai soci possoon essere somministrati alimenti e bevande. In realtà, spesso dietro la denominazione di circolo privato si nasconde una attività aperta al pubblico come i "normali" ristoranti. Il che consente di approfittare dei notevoli benefici fiscali che il legislatore riserva ai circoli e di eludere le normative a tutela dei consumatori.
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