Italia
Per la Fiom gli industriali latitano
«Gli operai lottano per difendere il lavoro» Oggi incontro a Roma
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Il Silp in visita alla Eaton 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Un'altra giornata di febbrili trattative e di attesa per la vicenda Eaton. Dall'incontro al ministero si aspettano risposte decisive per la trattativa sull'acquisto delle aree industriali da parte del Comune e sulla concessione della cassa integrazione in deroga per un anno agli operai licenziati da parte dell'azienda. Intanto il segretario provinciale della Fiom Alessio Castelli risponde al direttore dell'associazione industriali di Massa-Carrara Andrea Balestri che nei giorni scorsi aveva elogiato l'iniziativa del comune per l'acquisto dell'area ma avanzato dubbi sulla fattibilità del progetto. balestri aveva anche criticato il comportamento degli operai eaton che avrebbero gettato una luce negativa sul sistema lavorativo dell'intera provincia proiettando un'immagine di eccessiva sindacalizzazione (che potrebbe spaventare eventuali investitori). «I 7 operai che hanno attuato lo sciopero della fame - attacca Castelli - e gli altri che hanno manifestato davanti ai cancelli della fabbrica sopportando il freddo e la neve lo hanno fatto per il lavoro, per accendere i riflettori sulla drammatica situazione occupazionale ed economica che penalizza oggi il territorio, come si può pensare che di fronte ad un atto cosi drammatico ci sia ancora qualche teologo che offende chi fa, proponendo solo negatività». «Qualche mese fa lo stesso Balestri - continua il segretario Fiom - per dare una mano al territorio a ricercare imprenditori, definiva e descriveva i lavoratori apuani come una masnada di assenteisti e festaioli, oggi dopo che l'intera rappresentanza politica del territorio si impegna unanimemente a trovare soluzioni utili e concrete per il futuro del lavoro in provincia, costruendo le basi per un accordo di programma indispensabile per favorire una lenta ripresa, non ci pensa due volte a sentenziare che se si lotta per il lavoro si rischia di far vedere un territorio troppo sindacalizzato e indigesto per gli imprenditori». «Non si riesce a comprendere poi che un direttore di un'associazione industriali che altro non è che il sindacato datoriale, denigri il ruolo del sindacato dei lavoratori sino a ritenerlo un impedimento allo sviluppo». meno. «Ritengo quindi assolutamente incauto e inappropriato il giudizio espresso dal direttore dell'associazione industriali su quanto il territorio stia facendo per il futuro del Lavoro, noi come lavoratori ci stiamo impegnando molto per il futuro, se anche altri per il loro ruolo facessero altrettanto forse le soluzioni sarebbero più vicine e il futuro meno critico»..
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