Il Tirreno

Una stufetta difettosa la causa dell’avvelenamento: esplosione scongiurata

Fuga di gas, sei all'ospedale

Dame N’Bengue con la figlia: entrambi dsono stati ricoverati in ospedale per il gas
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Dame N’Bengue con la figlia: entrambi dsono stati ricoverati in ospedale per il gas

Paura in una palazzina delle Renelle abitata da 5 famiglie

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 MONTIGNOSO. La famiglia era riunita in casa per un normale sabato sera. All'improvviso uno dei tre bambini è caduto a terra come se avesse perso i sensi. In quel momento sono iniziate ore da incubo per gli abitanti di una palazzina della Renella: sei persone sono finite all'ospedale per intossicazione da monossido di carbonio. Tutto a causa di una stufetta a gas comprata in un discount cittadino.  Grande paura nella notte tra sabato e domenica in una palazzina nella tranquilla zona residenziale della Renella a Montignoso.  A spedire sei persone - tra cui 3 bambini di 10, 8 e 3 anni all'ospedale - è molto probabilmente stato un difetto di funzionamento di una stufetta a Gpl acquistata appena un mese fa in un discount. La prontezza di riflessi dei soccorritori del 118 ha permesso di evitare un'esplosione che avrebbe potuto avere conseguenze catastrofiche visto che nella palazzina vivono 5 nuclei familiari e la zona circostante è densamente abitata.  L'allarme è partito dall'appartamento a piano terra dove vive una famiglia di origini senegalesi. «Ieri sera stavamo guardando la tv tutti insieme - spiega Dame M'Bengue 38 anni, padre dei bambini e anch'egli finito in ospedale per l'intossicazione - improvvisamente ho visto il mio figlio più grande camminare con difficoltà e poi cadere a terra». Subito i genitori si sono avvicinati al piccolo per capire i motivi di quel malessere. Il bambino, dopo essersi sdraiato, continuava a lamentare mal di testa e a vomitare. In principio i genitori hanno pensato a un'influenza. Ma quando, passata la mezzanotte, hanno visto che anche loro, oltre che gli altri piccoli iniziavano ad accusare sintomi simili hanno deciso di chiamare il 118.  Subito alla palazzina si sono precipitate due ambulanze. I soccorritori hanno immediatamente riconosciuti i sintomi di avvelenamento e capito che la causa era quella stufetta. Così, mentre prestavano i primi soccorsi ai bambini e al resto della famiglia, hanno aperto le finestre della casa per areare i locali.  Nel frattempo sono state inviate altre ambulanze e chiamati i vigili del fuoco.  I pompieri hanno provveduto a verificare il malfunzionamento della stufetta e, dopo averla messa in sicurezza, l'hanno portata sul terrazzino esterno all'appartamento.  Intanto le ambulanze con a bordo Dame M'Bengue, la moglie N'Deye Ngonè, il fratello di lui e le bambine di 3 e 8 anni si sono dirette verso l'ospedale di Massa. Il piccolo di 10 anni - che aveva sintomi più evidenti - è invece stato portato al Santa Chiara di Pisa.  Fortunatamente nessuno di loro era in gravi condizioni. Ieri pomeriggio dame M'Bengue e due dei bambini erano tornati a casa. Solo la più piccola, in compagnia della madre, era ancora ricoverata all'Opa. Ma a quanto risulta solo a scopo precauzionale.  «In casa abbiamo anche una normale caldaia - spiegava ieri sera l'uomo - ma i ragazzi avevano freddo così abbiamo deciso di utilizzare la stufetta comprata a metà novembre. Era nuova, abbiamo ancora lo scontrino, non ci saremmo aspettati una cosa del genere».  Il fratello dice di aver sentito solo un leggero odore di gas. «Ma era successo già altre volte - spiega - ci è stato detto che è una cosa normale quando la bombola è quasi finita». G.D.

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