Il Tirreno

Effetto tagli: poco personale (25 operai in meno), poche risorse, la Provincia non riesce a far fronte all’emergenza

Strade ghiacciate, ma cantonieri a casa

Chiara Sillicani
<b>GHIACCIO.</b> Una strada di montagna A destra un mezzo che sparge sale
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GHIACCIO. Una strada di montagna A destra un mezzo che sparge sale

Mancano i soldi per gli straordinari, spargimento sale al rallentatore

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 MASSA. Ce la siamo scampata: la Toscana è al collasso e noi abbiamo evitato il peggio. Il freddo è arrivato, ma non la coltre di neve che ha mandato in tilt tutta la regione. Certo però il ghiaccio c'è anche dalle nostre parti e ha creato parecchi problemi. Putroppo in molte strade, dove si è formato, è rimasto: i mezzi spargisale sono pochi e pochi sono gli uomini a disposizione della Provincia. Insomma, manca il personale e - cosa non nuova - mancano soldi per pagarlo. I cantonieri sono 65, troppo pochi per coprire tutto il territorio, dal mare ai versanti lunigianesi. Così ghiaccio è e ghiaccio rimane.  La Provincia è costretta a scegliere dove intervenire, secondo un principio semplice: dove il pericolo è di più, si arriva prima. E visto che, nella notte tra venerdì e sabato, le temperature polari hanno colpito soprattutto la Lunigiana, lì si sono concentrate le forze. E sulle strade di montagna, appena sopra Massa, le cose non vanno a gonfie vele. Qualcuno di fronte a quello strato luccicante sull'asfalto, preferisce lasciare l'auto in garage. Anche i mezzi del 118 non hanno vita facile sulle strade. Il Comune cerca di fare la sua parte: se la Provincia non ce la fa, prendiamo noi una spargisale, proprietà di Palazzo ducale, e la affidiamo ad un nostro dipendente. Ma il succo della questione è uno: mancano le risorse. E pagare gli staordinari ai cantonieri che devono lavorare durante la notte o nelle prime ore del mattino diventa un'impresa.   Niente soldi e il ghiaccio rimane. Lara Venè, assessore provinciale al personale, non si nasconde dietro un dito: ammette i problemi. Anche perché sulla sua scrivania è arrivata la richiesta dell'ingegnere Giuliano Arrighi, dirigente al settore lavori pubblici. L'ingegnere, fatti due conti, ha valutato che manca personale, servirebbero altri 25 cantonieri. Ma come assumerli? E, a questo punto, il problema diventa puramente economico.   I freni del Governo. Perché chi lavora in strada, soprattutto in caso di calamità, è alle prese con gli straordinari. Straordinari che la Provincia paga con difficoltà. «Lo Stato ha stabilito una spesa massima per gli straordinari - chiarisce l'assessore - Nel 1998 il Governo ha calcolato a quanti straordinari aveva fatto ricorso la Provincia e quelli sono diventati il limite massimo, pari a 50mila euro. Per tutti i dipendenti». Ironia della sorte, per gli enti più spendaccioni che nel 1998 hanno scialacquato un po', ora le cose vanno meglio: hanno più soldi per il lavoro extra. «Dei 50mila euro - prosegue Lara Venè - 21mila sono destinati al settore lavori pubblici (quindi ai cantonieri ndr)». Ma quella piccola risorsa da luglio non c'è più: i soldi sono già stati usati. Quindi? «C'è un capitolo di 20mila euro per straordinari in caso di calamità». La Provincia lo ha già utilizzato e ora ha nel suo cassetto soltanto 5mila euro. Pochi, pochissimi.   Nessuna assunzione possibile. Nuovo personale, potrebbe essere la soluzione. «Potrebbe - continua Venè - perché Tremonti e Brunetta ce lo impediscono: dobbiamo spendere per i dipendenti meno dell'anno scorso. E anche esternalizzare (affidare i lavori ad una ditta) non è possibile perché il Governo ci vieta di incrementare la spesa corrente». Un gatto che si morde la coda.  Mancano 25 cantonieri, quelli che ci sono lavorano in recupero ore (perché sono agli sgoccioli i soldi per i loro straordinari) e il ghiaccio se ne sta lì. Poi accettare di lavorare, recuperando le ore, non è un obbligo, tranne che per il dipendente reperibile. Così ancora una volta tutto è lasciato alla coscienza e alle spalle del lavoratore. E il prossimo anno, quando parecchi cantonieri raggiungeranno la sospirata pensione, allora quel ghiaccio in strada quanto dovrà aspettare?

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